La Nuova Sardegna

Nuoro

Prima visita pastorale del vescovo Mosè

di Mario Girau
Prima visita pastorale del vescovo Mosè

Monsignor Marcia: «Dopo più di quattro anni di ministero a Nuoro, è arrivato il momento di venire a incontrarvi tutti»

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NUORO. Inizierà il 10 gennaio 2016 la prima visita pastorale di monsignor Mosè Marcia alla diocesi. Con decreto del 21 novembre scorso il presule ha deciso – dopo aver informato il consiglio presbiterale, tutti i sacerdoti, e incontrato la quasi totalità dei consigli pastorali parrocchiali – di dare il via a questo “viaggio” speciale, considerato dalla la Chiesa «un evento di grazia, che riflette – scrive il “direttorio dei vescovi” – l’immagine di quella meravigliosa visita per mezzo della quale il pastore sommo e vescovo delle nostre anime Gesù Cristo ha visitato e redento il suo popolo».

«Sono trascorsi più di quattro anni dall’inizio del mio ministero episcopale in questa diocesi di Nuoro e ritengo opportuno – dice il presule barbaricino a sacerdoti, religiosi e laici – realizzare la visita pastorale, venendo a incontrarvi là dove svolgete l’ordinarietà della vostra vita quotidiana, e vivete tra le gioie e le fatiche la vostra fede nel Signore».

Monsignor Marcia non scoprirà la diocesi certamente dal prossimo gennaio. In questi quasi cinque anni in terra nuorese ha incontrato diverse volte le 46 comunità parrocchiali, i 78 sacerdoti diocesani, 13 religiosi, 8 diaconi e i fedeli. «Ho ammirato – dice il presule – la vostra fede, la vostra dedizione e la vostra generosità con cui vi spendete per la testimonianza del regno di Dio negli ambienti della vostra vita. Possiamo davvero affermare, come ci ricorda papa Francesco, che “Camminiamo cantando”». L’impressione avuta da questo peregrinare è che «la società in cui viviamo sembra meno attenta ai valori dello spirito e lontana dalla tradizione cristiana, e nell’incontrare voi più sensibili dei consigli pastorali, avverto timori, paure ma anche speranze che fanno superare le comprensibili preoccupazioni che sorgono guardando il futuro, certi che “Dio ci offre forza e luce per andare avanti». «Dall’insieme ho riportato – aggiunge monsignor Marcia – un’impressione di una ricca fecondità apostolica e di stupore per le meraviglie che il Signore non si stanca di operare in mezzo a noi e nonostante noi».

La visita pastorale è l’occasione privilegiata, collaudata nel corso dei secoli, resa obbligatoria dal Concilio di Trento, confermata, con frequenza quinquennale, dal Vaticano II. Non sarà un’ispezione speciale sulla vita delle singole parrocchie, ma un incontro personale con i fedeli. Il vescovo, in genere, si trattiene due-tre giorni in ogni parrocchia, incontra – se invitato – sindaco e consiglio comunale, studenti e professori; si reca a casa degli ammalati. Qualche vescovo, in un recente passato, si fermava per ascoltare le confessioni e amministrare anche battesimi e cresime. Tra gli adempimenti previsti anche verificare le condizioni della chiesa: pulizia, arredi, patrimonio, registri, conti economici, aggiornamento degli archivi, cura delle opere d’arte, anche abitazione del parroco.

Per rendere più funzionale e organizzato questo “viaggio” tra le parrocchie che si concluderà il 25 gennaio 2018, monsignor Mosè Marcia ha costituito un apposito “Ufficio per la visita pastorale”.

Di cui fanno parte una serie di convisitatori, che alleggeriranno il presule da funzioni burocratiche e quindi potersi dedicare meglio e continuativamente alla pastorale: i monsignori Ciriaco Vedele, Giovannino Puggioni, Pietro Orunesu, Salvatore Patteri e i sacerdoti Antonio Sedda, Giuseppe Cheri, Francesco Mariani; Sebastiano Corrias, Giampaolo Muresu.

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