Un appello della minoranza: «Uniti per ritrovare sviluppo»
OTTANA. «La preoccupante situazione occupazionale del territorio di Ottana, alla luce della vicenda che vede coinvolta Ottana Energia, cioè l’unica società superstite nel cimitero dell’industria,...
OTTANA. «La preoccupante situazione occupazionale del territorio di Ottana, alla luce della vicenda che vede coinvolta Ottana Energia, cioè l’unica società superstite nel cimitero dell’industria, richiede unità d’intenti e obiettivi comuni. Occorre, perciò, che le forze politiche, sindacali e sociali si uniscano per dare voce al nostro territorio». Lo sottolinea, in una nota, il capo gruppo dell’opposizione nel consiglio comunale di Ottana, Edoardo Barca, che fa sapere anche di essere d’accordo con il sindaco, Franco Saba, che si è schierato in difesa dell’industria. «L’intervento del primo cittadino – osserva l’esponente della minoranza – rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alla politica degli ultimi anni che chiudeva le porte a quello che poteva essere un pur debole rilancio del sito industriale, quasi che Ottana avesse nel cassetto chissà quali risorse. La voce del sindaco, tuttavia – sottolinea il capo gruppo dell’opposizione – è una sola e non basta. Di fronte alla crisi dello sviluppo industriale e all’ennesimo gioco dell’essenzialità sì o dell’essenzialità no per Ottana Energia, occorre unire le forze per dare voce al nostro territorio perennemente dimenticato dai politici provinciali e regionali».
Edoardo Barca ricorda che «solo un assessore regionale del Nuorese trova la forza di combattere per questo territorio scontrandosi spesso con la sua stessa maggioranza». Il riferimento, pur senza nominarlo, è all’assessore macomerese ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, che spesso, in giunta e in consiglio regionale, si è occupato dei problemi di Ottana e del centro Sardegna. «È vero anche – aggiunge il consigliere della minoranza – che non si vive di sola industria, per cui occorre dare slancio a tutti i settori e, in particolare, all’agropastorale, all’artigianato, al commercio e all’associazionismo. Sarebbe ora – conclude Edoardo Barca – che si prendesse a cuore la cosa propria per il bene del paese, senza distinzione di categoria e senza dimenticare la tutela dell’ambiente e della salute delle persone».
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