Siniscola, l’antico portico è un simbolo dell’incuria
I residenti in via Piave chiedono da anni al Comune di intervenire sulla struttura «È una vergogna, ormai è in stato di completo abbandono, un ricovero per topi»
SINISCOLA. Le riqualificazioni dei centri storici, che negli ultimi anni hanno appassionato amministratori e tecnici, se non accompagnate da interventi immediati di messa in sicurezza, è lecito pensare che restino proclami, semplici scatole vuote prive di contenuto. Un esempio nell'abitato di Siniscola viene dato dall'antico portico di via Piave (unico rimasto nella cittadina), sovrastato da una imponente struttura ormai fatiscente, che da anni pende come una spada di damocle sugli occupanti delle abitazioni limitrofe e sulla centrale via Sassari. Le prime segnalazioni sullo stato di incuria dell'edificio risalgono al lontano 1997, quando Antonio Carzedda inviò una segnalazione all'amministrazione comunale del periodo, affinché si prendesse in carico la questione, che col passare degli anni iniziava a diventare preoccupante. A quella segnalazione ne seguirono molte altre, racconta il pensionato, sia agli uffici comunali, che alla Asl, ai vigili del fuoco e alla polizia municipale. Dopo numerosi sopralluoghi e constatata la situazione di potenziale pericolo, nel 2009 venne incaricata una ditta di Cagliari che transennò l'area esponendo dei cartelli di “pericolo” e di “lavori in corso”, rendendo inaccessibile la percorrenza della piccola viuzza. A distanza di 6 anni le uniche cose che resistono al tempo restano le grate di delimitazione e i due cartelli, mentre lo stabile continua a ricadere su se stesso, con i confinanti che cercano, con abbellimenti floreali, di dare un minimo di decoro a quella che loro stessi definiscono «una vergogna» . «Abbiamo più volte segnalato il problema – dice Carzedda – ma finora non è stato fatto nulla. Finché non succederà qualcosa di grave, credo che nessuno abbia interesse ad intervenire». Anche per la signora Giovanna Schirru avere la propria abitazione sovrastata da un edificio pericolante è fonte di non poche preoccupazioni. «È uno stabile che dà l'impressione di venir giù da un momento all'altro – dice la signora – oltre ad essere diventato un ricovero per i ratti. Fa male vedere che l'unico portico antico del paese sia in uno stato di completo abbandono». Gli abitanti della zona auspicano che se l'intento dell'amministrazione va nel verso di un concreto interesse al recupero dell'esistente e dell'arredo urbano, venga in essi ricompresa anche la tutela di chi tra quegli stabili ha costruito la propria vita.
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