Gordini replica agli attacchi sull’appalto Ciclat
Si era dimesso il 12 ottobre ma nei giorni scorsi ha accettato di rientrare nella giunta
MACOMER. Si era dimesso il 2 ottobre dopo che le minoranze – intervenendo sull’appalto Ciclat, il consorzio di cooperative che si è aggiudicata la raccolta differenzita – avevano insinuato il sospetto di un conflitto di interessi per il fatto che il servizio lo svolgeva una cooperativa associata della quale era stato titolare uno zio. L’assessore Marco Gordini, che già dopo le dimissioni era stato invitato dal sindaco a ritirarle, ha prima approfondito le cose. Nei giorni scorsi ha accettato di rientrare il giunta con l’incarico ai Lavori pubblici. Ora si toglie i sassolini dalla scarpa. Lo ha fatto con una conferenza stampa nella quale ha spiegato che sulle incompatibilità nella gestione dei servizi il T. U. enti locali (articolo 73) indica i parenti di 2° grado, come nonni e fratelli, mentre gli zii sono di terzo. Poi si è soffermato sulle procedure dell’appalto. «Il bando – ha detto – è del 23 maggio 2014. Io non ero ancora assessore. Ha vinto Roma Costruzioni. Non lo ero neppure il 23 settembre quando è stata aggiudicata. La prima classificata non aveva il requisito di tre anni di esperienza nella differenziata ed è stata esclusa. Restava la Ciclat. Roma Costruzioni ha presentato ricorso al Tar, che lo ha respinto il 10 aprile scorso». Gordini spiega che il servizio è iniziato il 1° giugno, ma il contratto è del 17 luglio. «Dalla quella data decorrono i termini per i sei mesi di rodaggio – spiega –, il servizio è svolto da Ecotrash, una delle 200 ditte consorziate della Ciclat». La Ecotrash era dello zio di Gordini, il quale l’aveva ceduta a Ecofert e Crisalide. L’ex assessore fa delle ricerche e il nome dello zio non compare da nessuna parte in queste aziende. Ecotrash viene ceduta il 10 aprile, lo stesso giorno in cui si pronuncia il Tar. «E questa coincidenza che ha alimentato le insinuazioni delle minoranze – dice l’assessore –, non ero abituato a questo modo (uso un termine dell’ex sindaco Ledda) vecchio di fare politica. Abbiamo chiesto a Ciclat di iniziare subito perché con la Gst, creatura di Ledda, perdite e disservizi rischiavano di travolgerci. Quell’azienda ha 23 dipendenti che portano alle stelle il costo del servizio. A Sassari il servizio è svolto da 40 dipendenti e ha un costo inferiore pro capite, metà di quello che pagano a macomere. La differenziata è costata e costa troppo. Tranne che nel 2005 e nel 2007 non ha mai raggiunto la premialità». (t.g.t.)
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