La crisi di Ottana Energia, il suo futuro è nel gas
Nuove prospettive dopo l’incontro a Roma con il ministro Federica Guidi La centrale sarà riconvertita grazie ad un accordo con la norvegese Higas
OTTANA. Sul futuro del sito industriale di Ottana sembrano aprirsi nuovi spiragli alla luce di quanto emerso degli incontri della settimana scorsa a Roma al tavolo del ministero dello Sviluppo economico sull’essenzialità di Ottana Energia e del 30 novembre scorso a Cagliari tra giunta regionale e sindacati sui temi dell’industria sarda all’interno dei quali si è parlato anche di Ottana Polimeri. La prima novità, in ordine di tempo, riguarda Ottana Energia. Stando a quanto diffuso dai comunicati ufficiali sui contenuti del vertice romano, il caso Ottana è stato affrontato in modo esplicito dallo stesso ministro Federica Guidi, che, dopo averne discusso in precedenza con il presidente Francesco Pigliaru, ha fatto sapere che la struttura tecnica del ministero e Terna stanno valutando l’opzione di un regime che garantisca a Ottana Energia «la riaccensione rapida e l’erogazione in rete in condizioni di equilibrio nella Sardegna centrale». Questo significa che, pur non garantendo il regime di essenzialità come avvenuto da tre anni a questa parte, la centrale del gruppo Clivati potrebbe essere inserita nel lavoro di ripartenza della rete elettrica sarda in alternativa o in supporto alla centrale turbogas di Assemini che conserva, comunque, l’essenzialità anche se è in via di dismissione. Rimarrebbero da definire solo i termini della remunerazione che Ottana Energia riceverebbe da questa operazione. In questo quadro, comunque, i motori della centrale di Ottana rimarrebbero accesi. Sullo spiraglio aperto dal governo ha, tuttavia, influito anche un altro elemento fondamentale: l’annunciata riconversione a gas di Ottana Energia. Per dare corpo a questo progetto, la società di Paolo Clivati ha stipulato un contratto di sviluppo con la Higas, una società partecipata dalla Stolt-Nielsen, uno dei principali player norvegese di distribuzione del gas. Il contratto prevede la realizzazione di uno stoccaggio di 10mila metri cubi di gas nella banchina di Santa Giusta già utilizzata dall’azienda di Clivati per gli approvvigionamenti di combustibile per il sito di Ottana. Il deposito verrebbe rifornito da navi gasiere per poi essere trasportato alla centrale di Ottana con autocisterne. L’operazione prevede un investimento di 30milioni di euro e rientra all’interno di un progetto generale messo in campo dalla Higas che prevede la costruzione nell’area portuale, su un terreno di Ottana Energia dotato di banchina, del primo deposito di metano liquido della Sardegna in grado di coprire un terzo del fabbisogno dell’isola. E di alimentare anche la centrale di Ottana una volta attuata la riconversione. Il tutto entro il 2017. Le novità sul fronte di Ottana Polimeri, invece, sono emerse al tavolo della Regione e riguardano, a quanto pare, la disponibilità dell’Eni a cedere al gruppo Clivati-Indorama la linea degli xileni dell’impianto Versalis di Sarroch fermo da un anno e in via di dismissione. Ottana Polimeri ha presentato alla Regione un piano industriale che prevede l’acquisto degli impianti xileni indispensabili per la produzione di paraxilene, materia prima necessaria per il riavvio a Ottana della produzione del Pet (plastica per bottiglie). Il tutto nell’ambito di accordi già stipulati con la raffineria Saras per l’approvvigionamento delle materie prime. L’investimento previsto è di 50milioni di euro. Finora, però, l’Eni non aveva fornito risposte alla richiesta di cessione a Ottana Polimeri degli asset di Versalis. La Regione ha ora fatto sapere che l’operazione potrebbe concludersi positivamente. Non resta che attendere.
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