Nel Mandrolisai è rivolta per la soppressione del 118
Amministratori e cittadini si oppongono alla decisione della centrale di Sassari Una nuova penalizzazione dopo il ridimensionamento dell’ospedale di Sorgono
SORGONO. Mandrolisai in rivolta per la soppressione del servizio 118. La decisione è della centrale operativa del 118 di Sassari, costretta a ridurre l’unico mezzo con medico a bordo ad ambulanza infermieristica. Questo per l’assenza di personale. Un altro servizio essenziale che viene a mancare nel territorio medio Barbaricino che incassa un altro duro colpo. Dopo il ridimensionamento dell’ospedale, la chiusura del tribunale e dell’ufficio del giudice di pace, la chiusura di altri uffici e le strade declassate, Barbagia e Mandrolisai si trovano senza un altro servizio essenziale.
Il primo a denunciarlo è stato il vice sindaco di Belvì Maurizio Cadau che ha denunciato «la strategia regionale di taglio indiscriminato dei servizi che va a peggiorare il servizio. Se consideriamo il recente ridimensionamento del San Camillo di Sorgono ora senza questo presidio l'offerta sanitaria nel nostro territorio diventa ridicola».
Ancora più drastico il sindaco di Atzara Alessandro Corona che chiede alle persone di «evitare di ammalarsi gravemente o di incorrere in malori improvvisi. Anche perché per arrivare a Nuoro è pur sempre un’oretta di ambulanza e senza medico. Stiamo passando alla strategia della desertificazione 2.0, che mira all’annichilimento totale delle aspirazioni ad una condizione di vita accettabile nei nostri territori».
Rincara la dose il sindaco di Tiana Francesco Zucca per il quale «l’attacco ai servizi prosegue indisturbato. Stiamo valutando una massiccia manifestazione di protesta per far sentire la voce di un territorio che ha già pagato abbastanza. Un comprensorio che con la manifestazione di Sorgono ha detto a chiare lettere che è ora di finirla con questo atteggiamento discriminatorio».
Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere regionale Paolo Truzzu che ha proposto un’interrogazione all’assessore Luigi Arru.
«Il fatto è di una gravità inaudita anche perché è sintomatico di un’approssimazione nella programmazione del servizio di emergenza-urgenza da parte della Regione – afferma l’esponente di FdI – La postazione attualmente è retta da tre medici che coprono la struttura h/24 e che sono impossibilitati, anche per le normative vigenti, a superare le 12 ore di lavoro continuativo (i medici sono sei per postazione), non avendo la Asl di Nuoro e la Ras mai operato una selezione per coprire le deficienze di organico». Per domani è stata convocata una riunione dei sindaci del territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
