Il Pd: "A Olbia la sede del tribunale"
La segreteria cittadina del partito rivendica anche il mantenimento della Corte d'Appello di Sassari
OLBIA. Il riordino della geografia giudiziaria in Gallura, come prefigurato dalla Commissione Vietti e deliberato nei giorni scorsi dall’Unione regionale delle curie imprime una virata organizzativa a garanzia dei cittadini e «non può che confermare la condivisa necessità che si compia una svolta storica nel riassetto del territorio giudiziario gallurese che vede la maggior parte del carico giudiziario provenire dalla zona costiera, ove peraltro risiede la maggior parte degli abitanti».
È il punto di vista del Pd di Olbia, al quale dà voce pubblica la segretaria cittadina Angela Corda attraverso una nota. La nuova mappa rende “giustizia” anche all’unità del Partito democratico, che su questa riforma trova pieno accordo, così che il vice sindaco Carlo Careddu (esponente del Pd), auspica «un’accelerazione del processo di riforma della geografia giudiziaria», e non certo, precisa in quanto anche componente del Comitato civico per l’istituzione del tribunale di Olbia, «per un fatto di campanile, ma perché il rischio vero, del quale vorrei mettere in guardia tutti, anche gli amici della cosiddetta alta Gallura, è la soppressione di ogni presidio di giustizia nel nostro territorio».
Una battaglia che la segreteria del Partito democratico di Olbia ha sostenuto da anni sia sul piano locale e sia nelle sedi parlamentari e politiche nazionali con il deputato Gian Piero Scanu. «Non certo nell'ottica di inesistenti logiche di campanile – ribadisce Angela Corda – ma, per assicurare la presenza di un presidio di giustizia nella maggiore città del territorio così correggendo "le evidenti anomalie", peraltro ampiamente evidenziate già in sede ministeriale durante il governo Monti». La conferma di queste valutazioni «non potrà che essere salutata con favore e soddisfazione laddove determinasse la storica istituzione della sede centrale del tribunale ad Olbia ed il mantenimento della sede distaccata della corte d'appello a Sassari», la cui soppressione «avrebbe consegu4enze nefaste, con aggravio dei costi per chi dovesse sostenere un successivo grado di giudizio».
Le polemiche sul rischio che la Gallura perda del tutto una propria sede di tribunale «apparivano e appaiono, ieri come oggi, inattuali e deprecabili», osserva la segretaria, convinta invece «che il Partito democratico di Olbia abbia saputo dimostrare come si possano coniugare battaglie intransigenti e capacità progettuale e come i due termini possano reciprocamente rafforzarsi». Atteggiamento, aggiunge, «che ci consente oggi di porci dal punto di vista generale e di poter svolgere un ruolo di sintesi e di equilibrio tra le diverse componenti del mondo giudiziario». Convinto che debba «prevalere il senso di responsabilità di ognuno e venga evitato ogni atteggiamento ostruzionistico, all’insegna del “tanto peggio, tanto meglio”, è Carlo Careddu, che vede altrimenti esposto a rischio «il diritto alla giustizia dei cittadini galluresi».
Careddu spiega che queste ragioni non nascono certo da “fatto di campanile”: « Le linee guida elaborate fin dal 2013 dalla competente Commissione europea individuano tra i fattori chiave per "favorire le condizioni di accesso a un sistema giudiziario di qualità" la densità di popolazione, i flussi dei procedimenti e i carichi di lavoro, l'ubicazione geografica, le infrastrutture e il sistema dei trasporti». Insomma, ci sono ragioni antiche, dice Careddu.
«La nuova geografia giudiziaria, dunque, deve necessariamente tenere conto dei notevoli mutamenti socio-economici intervenuti nei vari territori, e dunque anche in Gallura, dal 1865 ad oggi. Questi parametri, calati nel nuovo contesto socio-economico della Sardegna, mi pare conducano indiscutibilmente all'istituzione del tribunale di Olbia e al mantenimento della corte d'appello di Sassari». Da qui l’aspettativa e l’augurio «che prevalga il senso di responsabilità di ognuno, perché – conclude il vice sindaco – ne va del diritto alla giustizia dei cittadini galluresi»
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