L’appello di Luigi Crisponi: «Caccia, giovedì da revocare»
OLIENA. «La caccia al cinghiale del giovedì deve essere immediatamente revocata». A chiederlo il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi, il quale ha presentato apposita interpellanza e...
OLIENA. «La caccia al cinghiale del giovedì deve essere immediatamente revocata». A chiederlo il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi, il quale ha presentato apposita interpellanza e una mozione in seno al Consiglio regionale. L’inclusione della nuova giornata di caccia grossa al cinghiale, infatti, secondo l’esponente del centrodestra, è servita unicamente ad accontentare pochissimi individui e a scontentare la maggior parte degli appassionati della provincia di Nuoro, che fra l’altro, a più riprese, hanno sconfessato la nuova data inserita nel calendario venatorio. «Le molteplici criticità si stanno palesando anche a fronte delle disposizioni di carattere sanitario – aggiunge l'ex assessore al turismo – che stanno concorrendo a trasformare una sana giornata di caccia all’aria aperta in un incredibile guazzabuglio di leggi veterinarie e sanitarie, le quali lasciano perplessi non solo i cacciatori, ma perfino i rangers del Corpo forestale. Questi ultimi si trovano davanti a difficoltà interpretative o a irragionevoli obblighi sanzionatori. I cacciatori locali – ha proseguito Crisponi – bene fanno a censurare la assurda situazione in cui si ritrovano, essendo non solo impossibilitati a riunire l’intera compagnia di caccia in una giornata lavorativa qual è il giovedì, ma vedendo, d’altra parte, vanificata la propria passione venatoria, per ciò che concerne il numero delle possibili prede a disposizione, a causa del prelievo preventivo, operato da singoli gruppetti di cacciatori (liberi da impegni lavorativi), i quali potranno agire anche in dispregio di regole non scritte, ma ben vive e radicate nelle nostre comunità. Tale disposizione del comitato faunistico – ha proseguito Luigi Crisponi – è decisamente antistorica e in palese contrasto con tutti quei valori, che da sempre hanno rappresentato coesione e armonia sociale ben oltre l’attività delle singole compagnie. Si vanifica, infine, quella sana collaborazione avviata da tempo con le istituzioni sul contestuale fronte del prelievo in caccia grossa e le rigorose disposizioni in materia di sanità animale». (ma.s.)
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