I 68 operai ex Legler «La Regione sblocchi i cantieri verdi»
Siniscola, i tessili con il fiato sospeso in attesa di decisioni In gioco c’è il loro reimpiego. Chiesto l’aiuto del Comune
BUDONI. Dal tribunale di Nuoro arriva una conferma sulla legittimità di alcuni slacci, fatti da Abbanoa, delle utenze plurimorose. I giudici si sono espressi sul caso di un cliente di Siniscola proprietario di un’abitazione e tre appartamenti a Budoni.
Per una di queste utenze era scattato a luglio il distacco della fornitura idrica perché risultavano insoluti per oltre ottomila euro relativi a consumi accumulati nel corso degli anni. Questa la vicenda: il cliente si era opposto temerariamente alla procedura di slaccio sostenendo che le bollette fossero errate, che il contatore fosse difettoso e sostenendo anche non avere ricevuto comunicazioni sull’imminente chiusura dell’utenza. Per questi motivi lo scorso agosto il tribunale gli aveva concesso il ripristino momentaneo dell’erogazione.
Si trattava di un provvedimento d’urgenza preso con la formula “inaudita altera parte”, ovvero prima di entrare nel merito e sentire la controparte che era Abbanoa.
Quando i giudici sono entrati nel merito le sorti della vicenda sono cambiate.
Da parte del cliente, hanno stabilito i giudici, non c’erano state mai segnalazioni su un eventuale malfunzionamento del contatore o mancata ricezione delle bollette.
In compenso il gestore unico Abbanoa ha dimostrato di aver seguito tutte le procedure previste per la messa in mora e lo slaccio delle utenze morose: dagli innumerevoli solleciti fino alle fotografie dei contatori nei diversi giri lettura effettuati tra il 2012 e il 2015.
«Il mancato pagamento delle somme dovute in relazione ai consumi effettuati – si legge nel dispositivo del giudice del tribunale di Nuoro, – costituisce grave inadempimento della prestazione a carico dell’utente».
Per questi motivi il Tribunale ha revocato la sospensiva dello scorso luglio e ha condannato il cliente a pagare anche 1.620 euro di spese legali in favore di Abbanoa.
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