La Nuova Sardegna

Nuoro

Fiera del libro a Cagliari: sconcerto per lo scippo

di Tito Giuseppe Tola

Duro documento della giunta contro l’Aes e l’assessore regionale Firino «Dopo 14 anni di impegno nessuna riconoscenza per la città di Macomer»

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MACOMER. La decisione dell’Aes di tenere a Cagliari l’edizione 2015 della fiera del libro ha suscitato disappunto e stupore e conferma il tentativo di scippo paventato nei giorni scorsi, quando l’Associazione editori non aveva ancora scoperto le carte. Il sospetto che fosse in atto un tentativo per sottrarre l’osso a Macomer è ora confermato dai fatti. L’Aes ha deciso di tenere a Cagliari l’evento programmato per il 18 e19 dicembre nella sede originaria di Macomer, suscitando un forte malcontento e la dura reazione della giunta comunale.

L’operazione di smembramento della rassegna con l’aggiunta di tre tappe, Alghero, Cagliari e Carbonia era un evidente tentativo di ridimensionare il ruolo di Macomer, dove la fiera del libro è nata e cresciuta, per ramificare e far crescere altrove la manifestazione. Nella reazione degli amministratori si legge sconcerto e rabbia. «Siamo sconcertati,non solo per il ritardo della Regione che non ha mantenuto le promesse e gli impegni presi nei tavoli regionali – dice l’assessore alla cultura del comune, Tiziana Atzori –, ma ancora di più da questa “brillante” iniziativa degli editori sardi che decidono di fare un’anteprima a Cagliari sulla mostra del libro. Dopo 14 anni di impegno sia economico che logistico, non c’è nessuna riconoscenza da parte dell’Aes. Se è loro intenzione trasformare la mostra del libro in una bancarella, che certamente ha maggiori introiti in una città come Cagliari, che facciano pure ma non utilizzando un marchio che appartiene e resta a Macomer. Nessuna proposta da parte di Aes ci è arrivata dopo i tavoli in Regione. Ciò dimostra che il loro disegno era chiaro. Perché se avevano il piacere di organizzare qualcosa non l’hanno fatto a Macomer, città che li ha sempre ospitati gratuitamente, mentre oggi cacciano i soldi per fare da soli. Noi continueremo a lavorare per la “nuova” mostra di aprile facendo anche a meno di chi per 14 anni a Macomer ha trovato spazio per avere visibilità senza mostrare in cambio nessuna riconoscenza». Alla base di tutto sembra essere una questione di soldi, quelli che la giunta regionale non ha ancora garantito per l’edizione 2015 e quelli che l’Aes avrebbe dovuto incassare per partecipare alla fiera della piccola editoria di Roma. Il Comune di Macomer ha continuato a lavorare per allestire l’anteprima della fiera in calendario per il 18 e 19 dicembre, ma si è ritrovato da solo. Aes e Regione erano del tutto assenti. «Questa – ha detto il sindaco Succu – è la politica dei due poli dell’assessore Firino, che svuota il centro Sardegna, già mezzo vuoto e con pochi servizi, per portare tutto al nord e al sud dell’isola. È una specie di Robin Hood alla rovescia: toglie ai poveri e per darlo ai più ricchi».

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