Progetto Uomo lancia l’Sos «Un debito da un milione»
Trovato l’accordo con il Comune per pagare almeno gli stipendi di novembre Resta da sanare un mega-prestito con la banca, ma serve un certificato dell’ente
NUORO. Tamponata, sul filo di lana, e grazie a un accordo con il Comune che ha messo a disposizione 320mila euro, la questione più urgente, quella del pagamento degli stipendi di novembre, resta adesso da risolvere il problema più grosso. Un debito da un milione di euro contratto con le banche per far fronte ai soliti ritardi nel trasferimento dei fondi dalla Regione al Comune, e da quest’ultimo alla cooperativa sociale. Un debito che si trascina da un paio di anni e che cresce, come un piccolo mostro tignoso, sino ad accumulare, nel 2015, la bellezza di 30mila euro di interessi.
Alla coop Progetto Uomo, che da anni si occupa dei servizi di assistenza domiciliare e alla persona tra Nuoro e il resto della provincia, e che gestisce anche la casa di riposo di viale Trieste, quel debito non fa dormire sonni molto tranquilli. Anche perché se non si ripiana in fretta, oltre all’ulteriore aumento degli interessi, quel debito rischia di stroncare sul nascere altre eventuali richieste di prestito in banca.
Sono giorni complicati, insomma, per una delle cooperative sociali più ricche di storia e di esperienza dell’isola. Poco più di 200 dipendenti, un bacino di utenza che conta 190 assistiti a Nuoro città e altri 500 circa nel resto della provincia, un elenco piuttosto ricco di servizi offerti nel campo dell’assistenza domiciliare e alla persona. Eppure, nonostante tanti anni di esperienza e di riconoscimenti, la cooperativa sociale, il suo consiglio d’amministrazione e il presidente Rosy Guiso, sono loro malgrado spesso alle prese con i contributi regionali e comunali che arrivano in perenne ritardo rispetto invece alle scadenze da onorare con i fornitori, con gli stipendi, con i servizi da offrire.
Ogni anno è sempre la stessa storia: per far fronte a questi ritardi la coop deve fare i salti mortali e nel corso del tempo, per evitare di interrompere i suoi servizi, è stata costretta a chiedere un po’ di soldi in banca. Il fatto è che, con il tempo, e con gli ulteriori ritardi da parte della Regione nel trasferimento dei fondi al Comune e da quest’ultimo alle coop, il debito accumulato da Progetto Uomo ha raggiunto quota un milione di euro. E ora la banca comincia a richiederli indietro.
L’istituto di credito ha proposto alla cooperativa un piano per sanare il debito, e Progetto Uomo sarebbe anche ben lieto di toglierlo per sempre dalla lista delle cose da fare, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un documento che il Comune non si decide a fornire. Si tratta di un certificato che attesti in sostanza che il debito contratto da Progetto Uomo non deriva da una mala gestione dei suoi servizi, ma dalla necessità di anticipare un bel po’ di fondi che ogni anno arrivano in ritardo. La banca, insomma, ha bisogno di garanzie, ma sinora il Comune non le ha fornite e così, Progetto Uomo si trova immerso in un guado da quale non riesce a uscire. Risolto il problema degli stipendi di novembre, grazie a 320mila euro che il Comune è riuscito a mettere a disposizione, adesso però sono a rischio anche gli stipendi di dicembre e le tredicesime. Nei giorni scorsi se n’è discusso nel corso di un ’assemblea convocata dalla presidente Rosy Guiso e aperta a tutti i soci, ai dipendenti e ai sindacati. Al termine dell’incontro, la coop ha deciso di chiedere al Comune la convocazione di un tavolo tecnico per risolvere la questione del debito. «L’obiettivo – dicono i sindacati – è garantire la continuità dei servizi che offre Progetto Uomo e la serenità degli utenti».
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