La Nuova Sardegna

Nuoro

Omicidio Filindeu, Devaddis dal giudice

di Valeria Gianoglio
Omicidio Filindeu, Devaddis dal giudice

Delitto di Orgosolo, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio con l’aggravante dei futili motivi. Udienza preliminare a gennaio

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NUORO. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli che in queste settimane ne ha chiesto il rinvio a giudizio non ha alcun dubbio: Antonio Devaddis, 51anni, orgolese e attualmente in carcere a Badu ’e Carros, deve affrontare un processo per aver ucciso, con l’aggravante dei futili motivi, il compaesano Angelo Filindeu.

Gli atti raccolti sinora nel corso delle indagini seguite dai carabinieri, dunque, secondo la Procura di Nuoro sono più che sufficienti per passare adesso al vaglio di un processo e dell’esame delle parti in causa.

E dunque, “rinviate a giudizio Devaddis”, chiede il pubblico ministero. Toccherà al giudice per l’udienza preliminare, in una udienza che in queste ore è stata fissata per la fine di gennaio, decidere adesso se rinviare o meno a giudizio Antonio Devaddis.

In quella sede, i suoi avvocati di fiducia, Basilio Brodu e Martino Salis, potranno eventualmente decidere se chiedere l’accesso a un rito alternativo come il rito abbreviato. Il fatto contestato risale al 13 marzo del 2015.

Quel giorno, a Orgosolo, era scoppiato l’inferno. Erano circa le 20 di sera e in una cantina del paese, i due cugini Antonio Devaddis e Angelo Filindeu chiacchierano e bevono un po’ più del solito. Ma la situazione, a un certo punto, era degenerata e per i motivi che la legge definisce “futili”.

Devaddis, «in stato di ebbrezza alcolica – ha scritto il pm – mediante l’uso di un coltello da cucina, cagionava la morte di Filindeu Angelo, dapprima attingendolo nella zona sternale, provocandogli delle lesioni non mortali, quindi, con un fendente, sferrato all’altezza del volto, tagliandogli la metà anteriore del collo, determinando, come scritto dal medico legale, “una quasi decapitazione”».

«Con l’aggravante – ha precisato il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio – di aver commesso il fatto per futili motivi scaturiti da un diverbio avente come tema il comportamento di una donna che in passato aveva avuto una relazione con il Devaddis».

L’aggravante che la Procura contesta a Devaddis, dunque, è quella «di aver agito con crudeltà verso la persone desumibile dalle modalità dell’azione connotate da particolare spietatezza ed efferatezza».

Le persone offese, che si sono costituite parti civili e sono rappresentate dall’avvocato Gianfranco Siuni, sono: il padre e la madre di Angelo Filindeu, Leonardo Giuseppe e Giuseppa Rosa, e le due sorelle Rita e Salvatora. Attraverso il loro legale saranno presenti anche loro, dunque, all’udienza preliminare che è stata fissata per la fine del prossimo mese di gennaio.

Antonio Devaddis attualmente è rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros in regime di custodia cautelare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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