La Fiera degli ovini sardi non abbandona Macomer
Assonapa e Aes confermano la scelta dopo il grande successo dello scorso anno La manifestazione richiama allevatori e pubblico da tutti i centri dell’isola
MACOMER. Dopo il successo dell’ultima edizione, ritorna la Mostra nazionale degli ovini della razza sarda che confermerà il ruolo di Macomer nei momenti espositivi della zootecnia in Sardegna. Se su altri fronti si assiste al tentativo di spostare altrove le manifestazioni e le rassegne, come nel caso dell’Aes (gli editori sardi) con la Fiera regionale del libro, le due associazioni Assonapa e Ara confermano la scelta di Macomer e non si tratta di una decisione casuale. L’ultima edizione della fiera ha incontrato il consenso dei partecipanti, ma anche del grande pubblico che ha preso parte alla manifestazione. Visitatori provenienti da tutta l’isola hanno apprezzato l’organizzazione della più importante rassegna del settore dell’allevamento in Sardegna. Un gran numero di visitatori, in genere allevatori con aziende in Toscana e nel Lazio, sono venuti apposta a Macomer per valutare (e magari anche acquistare) i capi selezionati esposti che partecipavano alla fiera, che non era un mercato ma dava comunque il polso delle quotazioni raggiunte dai capi di qualità. Visto il successo, a maggio dell’anno prossimo si ripete e nella prima settimana del mese si terrà la decima edizione della Fiera nazionale degli ovini della razza sarda iscritti nei libri genealogici. La organizzano il Comune di Macomer, che l’ha fortemente voluta, l’Assonapa (Associazione nazionale pastori), l’Ara (Associazione regionale allevatori), le Apa provinciali, il Consorzio di tutela del pecorino romano, il Consozio Igp dell’agnello sardo e altri consorzi di tutela. «L’anno scorso – ha detto l’assessore alle attività produttive e agricoltura, Rossana Ledda, – abbiano organizzato la rassegna senza contributi regionali. È stato importante il ruolo e il contributo degli sponsor, ma anche la vendita dei biglietti, appena due euro a persona. Questo ha evitato al comune di sborsare soldi. Visto il successo dello scorso anno, siamo orgogliosi di questa manifestazione e della ricaduta economica che produce». La fiera richiama allevatori da tutta l’isola e di questa presenza beneficiano le attività commerciali, a partire dalle strutture ricettive, dai ristoranti e dai bar. Il direttore dell’Ara Sardegna, Marino Contu, è certo che anche l’edizione del 2016 sarà un successo. «Stiamo lavorando per tempo per garantire il risultato –, la fiera è allo stato embrionale. Attendiamo adesso la risposta degli allevatori. Quelli che hanno partecipato all’ultima edizione di maggio sono rimasti soddisfatti». La Sardegna conta un patrimonio di 3,5 milioni di capi ovini. In Italia i capi selezionali iscritti ai libri genealogici sono 450 mila di cui 110 mila in Sardegna. Alla rassegna partecipano solo quelli selezionati. Per essere iscritti ai libri genealogici devono possedere requisiti morfologici e di produttività ben precisi e i controlli dei tecnici dell’Ara e dell’Assonapa sono severissimi. Stefano Sanna, presidente nazionale dell’Assonapa, ha confermato che Macomer è la sede storica della rassegna. «La mostra – ha spiegato – fotografa la genetica sarda e nazionale e misura la qualità raggiunta dai capi selezionati e il lavoro svolto dagli allevatori per raggiungere i risultati. La selezione ha una ricaduta economica e in termini di qualità». Tema della 10ª edizione della Fiera sarà la formazione e l’informazione degli allevatori. «Ai vecchi allevatori – ha detto Marino Contu – subentrano le nuove generazioni. I nuovi allevatori sono spesso laureati. Noi puntiamo alla formazione continua come si fa per altre professioni».
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