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Nuoro

Dorgali, Natale alternativo nelle capanne dei pastori

di Nino Muggianu
Dorgali, Natale alternativo nelle capanne dei pastori

Gli antichi “cuiles” presi d’assalto dai turisti desiderosi di un contatto con la natura Una vacanza a costo zero tra i pinnettos ricostruiti da un gruppo di volontari

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DORGALI. Una vacanza alternativa, immersi nella natura più selvaggia, col massimo del risparmio: tre giorni e tre giorni a costo zero. Si potrebbe chiamare albergo diffuso del Supramonte di Dorgali. È la rete di cuiles che è stata messa su dal Comitato per la ricostruzione dei cuiles storici del territorio dorgalese. Da qualche anno a questa parte nel periodo delle feste, a Pasqua e Natale sono tante le persone che decidono di trascorrere una vacanza alternativa alloggiando a gratis nei bellissimi pinnettos. A disposizione ci sono un centinaio di posti letto. Naturalmente si parla di sacco a pelo, niente bagno in camera o altre comodità. Si vive come le famiglie dei caprari fino agli anni Sessanta. Un’esperienza che tutti dovrebbero fare e che in molti fanno. Non per nulla a Natale e Pasqua si registra sempre il quasi tutto esaurito. In realtà non esiste nè un registro nè qualcuno che controlli le prenotazioni. Si va all’avventura, se c’è posto si alloggia, altrimenti si cambia cuile. Gli amanti di questo tipo di “viaggio” adesso, si organizzano lasciando un biglietto dove si annuncia che dal giorno “x” fino ad altra data quel cuile sarà occupato da un certo numero di persone. Una prenotazione che viene rispettata e raramente si sono verificati problemi. Adesso sono una dozzina i cuiles ricostruiti gratuitamente da un gruppo di volontari di Dorgali, veri amanti della natura. Una cinquantina di persone di diversa estrazione sociale, amici per caso, che ogni anno si incontrano con il solo obiettivo di ristrutturare i vecchi ovili sparsi nel vasto territorio dorgalese. Un’encomiabile compito che il gruppo si è imposto e che sta portando avanti con continuità. Lavoro che viene fatto dopo avere ottenuto l’ok del Comune e la supervisione delle Gurdie Forestali. Un’attività di puro volontariato che restituisce alla storia delle popolazioni che vivono alle falde del maestoso, misterioso, generoso e crudele Supramonte , un po’ delle radici che vanno pian piano disperdendosi nel tempo e nell’incuria generale. Opera che è incoraggiata dall’amministrazione comunale che cerca di sensibilizzare le coscienze sull’immenso valore storico rappresentato dalle arcaiche dimore pastorali. «Talmente simili alle capanne nuragiche da costituire una straordinaria continuità storica ampiamente sconosciuta e sottovalutata» dice Leo Fancello che sui cuiles ha scritto due libri con i quali intende «lanciare un sasso nello stagno dell’indifferenza che circonda gli ultimi poveri resti di un’antica tradizione, di cui i sardi, senza retorica, possono esserne orgogliosi eredi».

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