Oliena: “Non rinchiuderti, esciti” Benvenuti alla vineria Sa Bettola
Per le festività natalizie i ragazzi del Vet Barbagia hanno riaperto il locale di via Vittorio Emanuele Musica, concerti e spettacoli fino al 3 gennaio accompagnati dal famoso Nepente e dai prodotti locali
OLIENA. “Non rinchiuderti! Esciti”. Parafrasando un celebre slogan, il dinamico gruppo VET Barbagia, passato alle cronache per l’organizzazione di iniziative di successo come il “Grande Fratello” in salsa locale, sta promuovendo in questi giorni una serie di eventi, ospitati nella ormai storica sede di corso Vittorio Emanuele, trasformatasi in una vineria contemporanea, dal nome di “Sa Bettola”.
Lo scorso 12 dicembre, ad esempio, la saletta situata nel centro storico ha accolto una band di giovani e talentuosi artisti. Una magica serata animata dalle melodie del violino e della chitarra, magistralmente interpretate da tre ragazzi, i quali compongono la band “Radio violin trio”. Una magica serata rientrante nel ricco programma “InCantos de Nadale” – il calendario delle manifestazioni per le festività natalizie – che ha incantato il pubblico presente grazie a una caratteristica coreografia, completamente rinnovata in molti dettagli. La sala della vineria è stata addobbata per l’occasione, agghindata a festa dal presepio “di-vino”, realizzato utilizzando, come è facile intuire, alcune bottiglie di vetro, contenenti il tipico rosso Nepente, raffiguranti i tradizionali personaggi della Natività, dipinti a mano dal poliedrico artista Luigi Columbu. Un segno particolarissimo e originale, che descrive, come rimarcano dallo staff, «il nostro credo e il nostro modo di pensare». Nel totale rispetto delle altre religiosi e di diverse scelte di vita.
I visitatori potranno scoprire, poco a poco, nei prossimi appuntamenti del 26 e 27 dicembre e del 2 e 3 gennaio, un luogo dove il tempo si è fermato al 1970, l’anno in cui il leggendario Cagliari di Gigi Riva vinse lo scudetto. Anche la musica, gli arredi, gli oggetti esposti, dunque, non vanno oltre quella data. Si è tornati indietro di qualche decennio e ci si accorge di questa immersione nel passato anche attraverso gli abiti utilizzati da “sos zillerajos”: abito in velluto e “cusinzos”, l’immancabile berretto.
Al banco si servono e si promuovono i prodotti della enogastronomica locale, cibi e pietanze della zona, a chilometri zero, vini provenienti da piccole tenute, selezionati dall’enologo Antonio Puddu.
Una scelta che nelle ragioni punta sulla qualità e sull’eccellenza di realizzazioni semplici. Pane, salumi e formaggi, confezionati ancora con gli antichi metodi di lavorazione, dai sapori genuini e dal gusto naturale.
“Sa Bettola” , quindi, è una pensata decisamente curiosa, dagli obiettivi apprezzabili, nata dall’estro e dall’inventiva di un gruppo di amici, in collaborazione con la società IDEAS. Sicuramente un buon motivo per festeggiare tutti insieme il Natale.
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