Tossilo, a rischio i 38 dipendenti
Macomer, l’impianto dovrà chiudere tre anni per i lavori I sindaci cercano una soluzione per garantire gli stipendi
MACOMER. La Tossilo, la società che gestisce l’inceneritore di Macomer, non è in buone condizioni economiche e a breve andrà incontro a problemi legati all’avvio dei lavori di revamping dell’impianto di incenerimento, che dureranno circa tre anni. Durante la fase di smontaggio delle vecchie linee l’impianto non smaltirà i rifiuti. Si pone quindi il problema di come gestirli. In quel periodo si creerà un esubero di personale che la Tossilo, la quale dovrebbe chiudere il 2015 con un passivo di 800 mila euro, non potrà mantenere. I sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine si sono preoccupati della situazione e degli scenari che si prospettano. La delegazione composta dal presidente, Antonio Succu, e dai sindaci Francesco Manconi, Luigi Morittu e Tonino Sedda, ha incontrato gli amministratori della Tossilo, che per pareggiare il bilancio hanno prospettato un aumento della tariffa portandola da 199 euro più Iva a tonnellata a 270 euro più Iva, senza però rendersi conto che scatenerebbero la rivoluzione. Ipotesi che è stata respinta dai sindaci in quanto, come ha detto il presidente Succu, è «assolutamente inaccettabile dai Comuni, e contro la quale alzeremmo barricate insormontabili». La soluzione ipotizzata dai sindaci è quella di spingere al massimo la raccolta differenziata per ridurre al minimo possibile il secco da smaltire. «In tutti i comuni – ha spiegato Antoio Succu – si stanno raggiungendo buoni livelli di differenziata. Si tratta di migliorare ancora il risultato». Il secco non recuperabile verrebbe conferito alla discarica di Chilivani. Questo consentirebbe un ulteriore risparmio permettendo di ridurre la tariffa a 160-170 euro per tonnellata. Conferendo in discarica, però, la premialitá passerebbe dal 40% al 10% qualora la raccolta differenziata superasse il 65%. Questo penalizzerebbe i Comuni virtuosi e quelli che stanno lavorando per diventarlo. Resta il problema dei dipendenti, 38 assunti a tempo indeterminato e 6 con contratto a termine. Con le due linee inattive ci sarà un esubero. L’ipotesi è di ricorrere alla cassa integrazione o ai contratti di solidarietà. Succu ha portato questi problemi all’attenzione del presidente della Regione tramite il capo di gabinetto Filippo Spanu, dell’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano e dell’assessore all’Industria Maria Grazia Piras nel corso di tre distinti incontri tenuti nei giorni scorsi. (t.g.t.)
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