Agnelli “stranieri” macellati in Sardegna
La denuncia del Consorzio per l’Igp: nell’ultimo mese e mezzo sono arrivati nell’isola 7.691 capi dalla Corsica
NUORO. Diciannove camion carichi di agnelli “stranieri” portati in Sardegna e macellati nel Sassarese, nell’Oristanese e in Gallura per poi essere immessi nel mercato isolano. Quasi 8mila agnelli di importazione arrivati nel giro di 45 giorni, dal 1 novembre a oggi. È la denuncia del Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna, sede legale al corso Garibaldi di Nuoro. «Sono arrivati tutti dalla Corsica e rappresentano lo 0,5 per cento del totale degli agnelli che vengono macellati in questo periodo nell’isola» sostiene il neo presidente del Consorzio, il Contas, Battista Cualbu, presidente anche della Coldiretti regionale.
Dati alla mano, sono 7.691 gli agnelli “stranieri” arrivati e macellati in Sardegna in quest’ultimo mese e mezzo monitorato in tutta l’isola per avere un quadro dettagliato e attendibile. Numeri in calo rispetto agli anni scorsi, ma non trascurabili, comunque, per la trasparenza e la promozione dell’agnello Igp. «Dati irrilevanti, inferiore rispetto a quello degli anni scorsi – precisa ancora Battista Cualbu – a conferma che il calo delle vendite della carne è generalizzato e ha colpito anche quelle importate. Prima di avanzare proposte occorre avere i dati dettagliati e certi che ti consentano di fare un’analisi puntuale, altrimenti non sei credibile. In poco tempo – prosegue il presidente in carica da due mesi – siamo riusciti ad avere questi primi numeri, ma ci stiamo organizzando perché siano pubblici e accessibili a tutti. Dobbiamo conoscere il numero e la provenienza delle carni in modo dettagliato, mese per mese e per provincia. Pretendiamo un’operazione di trasparenza».
I 7.691 agnelli sono arrivati da oltre mare in 19 partite diverse: 7 erano destinati alla provincia di Sassari con ben 2.734 capi; 7 a quella di Oristano con 1.895 agnelli; 5 in Gallura con 3.062 capi. I controlli in questi ultime giornate si sono intensificati soprattutto nelle strutture di macellazione.
«Per chi lavora onestamente e in trasparenza – commenta il vice presidente dello stesso Consorzio, Francesco Forma, titolare a Macomer di una delle più grosse strutture di macellazione sarde – i controlli sono benvenuti anche perché oltre a tutelare gli allevatori e i consumatori sono una garanzia anche per noi». «Come Consorzio stiamo lavorando per costruire una filiera dell’agnello trasparente in tutti i suoi anelli – annuncia Cualbu –. È chiaro a tutti che non possiamo fermare le importazioni, ma siamo certi di poterle contenere con una giusta informazione, tutelando e rafforzando l’agnello marchiato Igp, con l’ingresso di tutti i pastori che allevano pecore di razza sarda».
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