Confindustria: «No al Cagliaricentrismo»
Bornioli propone il decentramento dei vari assessorati. I sindacati rivendicano un ruolo per tutte le zone interne
NUORO. I cambi in corsa nella riforma degli enti locali sembrano poter trovare anche l’assenso dei sindaci del territorio, soprattutto se si uscirà dalla logica di lanciare la sola Cagliari nell’orbita metropolitana, con freni e mancanza di opportunità per il resto dell’isola. A Nuoro c’è però un fronte aperto di diffidenza, che coinvolge prima di tutto le organizzazioni degli imprenditori e i sindacati. Sono i più vicini ai drammi dei tanti che chiudono l’azienda, di quanti perdono il lavoro e insieme la possibilità di vivere con le opportunità minime nel consorzio civile. In via Veneto, sede della Confindustria locale, si è cercato durante un convegno di capire qualche cosa di più della riforma, quando nel territorio il tema era avvolto nel silenzio, senza segnali dai comuni, i più interessati alla materia. Il presidente Roberto Bornioli non alza la voce, in attesa di conoscere l’ultima bozza presentata dalla giunta regionale: «Sembra che qualcosa possa cambiare in positivo, rispetto alla prime proposte, con la previsione di un’area strategica, al posto della vecchia Provincia».
Oltre le sigle, buone anche per l’identificazione, il dirigente degli imprenditori del Nuorese va a toccare i punti nevralgici della riforma e dell’ente intermedio: «Alla testa della nuova istituzione è fondamentale ci sia una rappresentanza politica scelta dai cittadini, così da legare alla stessa le specifiche responsabilità. Altra cosa, il fatto di avere risorse e competenze».
Le prerogative non contemplate nelle unioni dei Comuni delle prime bozze del disegno di legge dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu. E proprio su questo Bornioli ricorda il suo parere negativo, ribadito nel dibattito in sede con i consiglieri regionali Pietro Pittalis (Forza Italia) e il democratico Roberto Deriu, che è a Cagliari relatore di maggioranza della legge. Più che chiudersi in sigle e nomi dei nuovi organismi, dirigenti e imprenditori hanno colto l’occasione per ribadire la necessità di impiegare la riforma per un reale decentramento.
Concetti che Bornioli spiega ancora: «Sinora si è vissuto di centralismo regionale. Ma non si tratta di una regola delle “sacre scritture”. Si deve ripartire portando nelle diverse zone della Sardegna enti e uffici, a iniziare dagli assessorati, affinché i territori diventino altrettanti snodi di sviluppo, avendo anche i servizi della burocrazia vicina. Senza con questo ridurre il ruolo di Cagliari». L’idea è che la riforma varrà per un tempo abbastanza lungo da fare vedere ancora più definite le zone grigie annidate tra articoli e commi della legge “in fieri” e far credere che alla fine si sarà sacrificati come territorio.
Michele Fele, segretario generale della Cisl di Nuoro: «Per il momento possiamo dire che Cagliari ha la certezza di essere città metropolitana, Sassari di poter partire da città media e andare a costruire una rete metropolitana. E noi? Non possiamo avere nell’uno, nell’altro rango, con il rischio di vivacchiare e stare fuori dalla pianificazione europea, che riserva i fondi agli ambiti strategici per lo sviluppo».
A meno che dal palazzo di via Roma non venga fuori qualche altra sorpresa, come quella inserita a vantaggio della città turritana e il suo hinterland. Il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna, evidenzia il dovere del Comune di Nuoro di farsi capofila di un’azione rivendicativa nei confronti della Regione: «Il pericolo è di tornare indietro di molti decenni, sino al tempo pre-Provincia e a un territorio ancor più marginale di quanto per cento motivi non lo sia stato nel passato», sottolinea Pinna. La chiusura di alcuni uffici e l’annuncio di altri tagli (Prefettura, Camera di Commercio, Motorizzazione) sono ancora lì davanti, con tutte le incognite e le conseguenze. Un disegno riformatore adeguato per Confindustria e sindacati è quello che riporta a casa quanto perduto e consolida la fetta di istituzioni conservate: «Solo in questo modo potremmo parlare e contare su Nuoro come città di servizi a beneficio del territorio, in grado di fare riprendere anche l’impresa e l’economia. Così come del resto lo è stata per alcuni decenni», è un altro concetto caro al presidente Bornioli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google