La Nuova Sardegna

Nuoro

«Il Salumificio è salvo grazie al nostro sacrificio»

di Nino Muggianu
«Il Salumificio è salvo grazie al nostro sacrificio»

Irgoli, parlano gli ex operai esclusi dal concordato: costretti ad andare via «Per molti di noi, da mesi senza paga, la mobilità era l’unico modo di salvarsi»

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IRGOLI. «Gli “eroi” del Salumificio Murru non sono quelli che sono rimasti ma quelli che sono stati costretti ad andare via e hanno sacrificato il posto di lavoro per salvare l’azienda: se noi non fossimo andati via sarebbe fallita. Se qualcuno, cioè noi, non si fosse buttato in mare, la barca sarebbe affondata sicuramente». Enzo Porcu parla a nome dei colleghi ex operari che un anno e mezzo fa erano fatti da parte accettando le condizioni che erano state dettate. «Le istituzioni si muovono per fare bella figura quando c’è qualcosa di buono – aggiunge il portavoce degli ex operai del salumificio per eccellenza in Sardegna – quando invece le cose vanno male, e c’è qualcosa di negativo, si nascondono tutti. Si sono dimenticati di noi, siamo in mobilità e ci dobbiamo arrangiare per andare avanti».

Con il concordato preventivo che affiderà lo stabilimento in affitto a un gruppo di dipendenti Enzo Porcu e compagni dicono di non avere nulla a che fare. «Ma è giusto che si sappia che noi siamo stato costretti ad andare in mobilità perché non avevamo più stipendi. Ognuno di noi aveva il suo problema, chi la famiglia, chi il mutuo: la mobilità in quel momento per noi era la salvezza. Meglio mille euro al mese che i 1500 che non vedevamo mai. Ci hanno costretto ad andare in mobilità. Il signor Murru ci aveva detto a chiare lettere: andate in mobilità perché questa azienda deve chiudere a breve. In realtà c’erano altri obiettivi e interessi, volevano snellire l’azienda e cercare di salvarsi». Secondo Porcu è giusto ricordare che il salumificio si è salvato solo perché sono andati via loro. «Se fossimo rimasti anche noi l’azienda non si sarebbe mai ripresa. Sarebbe fallita. È chiaro che chi poteva è rimasto in azienda anche prendendo uno stipendio minimo. Ci sono alcuni di noi che hanno finito la mobilità questo mese e passeranno in Natale all’insegna delle restrizioni. Le ultime tre mensilità e il Tfr ce lo pagherà l’Inps , una volta che il tribunale avrà omologato il concordato, i nostri sindacati presenteranno i conti all’Inps e ci pagherrano per altri sei-sette. Poi saremo punto e a capo. Il risultato del concordato, per quanto ci riguarda, lo vedremo verso nel mese di marzo. Ecco, resta l’amaro in bocca perché certe dichiarazioni trionfalistiche qualcuno poteva risparmiarle». La situazione del Salumificio Murru, dicono gli ex operai, è diversa da come qualcuno la racconta alla stampa.

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