La Nuova Sardegna

Nuoro

Mamoiada punta sulle “Maskeras”

di Mattia Sanna
Mamoiada punta sulle “Maskeras”

Il paese aderisce al protocollo d’intesa con Orotelli e Ottana Il sindaco: «Giusto proteggersi da speculazioni e imitazioni»

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MAMOIADA. Anche Mamoiada dice sì al progetto “Maskeras”. L’assemblea del borgo barbaricino ha approvato, nella seduta di ieri, l’adesione al protocollo d’intesa, siglato con le amministrazioni di Orotelli e Ottana. «È un primo passo – ha spiegato il sindaco Luciano Barone –, abbiamo messo la prima pietra, inaugurando un percorso, che ci terrà impegnati per qualche tempo. L’obiettivo è ambizioso e il risultato sarà certamente importante». Il complesso iter, che coinvolgerà i tre comuni, mira ad ottenere l’inserimento dei tipici travestimenti barbaricini all’interno del prestigioso elenco tenuto dall’Unesco. Una raccolta dettagliata, che descrive il patrimonio culturale e immateriale delle nazioni del mondo.

Tuttavia, prima di giungere all’ultimo tassello di un puzzle fatto di parecchie tessere, bisognerà attraversare un percorso decisamente complesso e articolato. «Si dovrà, anzitutto, aprire un confronto – spiega il primo cittadino di Mamoiada – coinvolgere le diverse espressioni sociali, presenti all’interno delle comunità: la proloco, l’Atzeni-Beccoi, il tessuto associativo, gli operatori museali, gli artigiani». Una volta azionato un dibattito approfondito e multiforme, si dovranno limare e comporre le svariate sfaccettature, andando a definire minuziosamente contenuti e dettagli. La magia, il mistero, le liturgie e i riti, la festa e gli eccessi del tipico “Carrasecare”, lo spirito dissacratore e goliardico, il rovesciamento di gerarchie, schemi e consuetudini: queste e molte altre tematiche saranno, senza dubbio, al centro di un documento finale, di una proposta particolarmente approfondita, da inviare all’attenzione dell’organismo internazionale, la quale racconterà le radici di una terra, profondamente legata ad un passato millenario, immerso nei cicli e nelle stagioni, vivi sin dalla notte dei tempi. Edificatisi probabilmente in coincidenza con la grandiosa civiltà nuragica. I Mamuthones e gli Issohadores, i Thurpos, i Boes e i Merdùles descrivono uno spazzato ancestrale, carico di significato, meravigliosamente affascinante.

Un passato che va protetto dalle speculazioni selvagge, dalle svendite su ebay, dalle false rappresentazioni, da una mercificazione becera, da imitazioni mal riuscite. Il rischio, infatti, è che si moltiplichino, (come peraltro già avvenuto), oscenità e brutte copie delle maschere, senza alcun tratto o fisionomia autentica, spesso avallati da pseudostudi.

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