Carrozzina oculare per i malati di Sla
L’avveniristica attrezzatura che può rendere autonomi i pazienti ideata dai sardi Franco Locci e Giuseppe Chessa
NUORO. La sedia a rotelle del futuro è già realtà. Si chiama “Watch & walk” (guardare e camminare) e nonostante il nome inglese il brevetto è tutto italiano, anzi sardo. È il 2.0 che si interfaccia con il mondo dell’ortopedia per dare vita all’innovativo dispositivo, unico al mondo, capace di far muovere una carrozzina esclusivamente con gli occhi. Una carrozzina super tecnologica che potrebbe cambiare la vita di migliaia di persone in particolare dei malati di Sla, costretti a stare prigionieri in un corpo inerme, e dove la parola autonomia è solo un lontano ricordo.
L’applicazione. Il comunicatore oculare, “Eyeneural 2B”, potrà essere applicato a qualsiasi cosa, permettendo la gestione in completa autonomia di tutti i dispositivi all’interno di una casa, il tutto personalizzabile dal paziente. Quindi accendere e spegnere la luce, aprire le porte, decidere l’inclinazione del proprio letto, formulare parole e frasi, rispondere al telefono, navigare su internet, accendere la tv e cambiare canale e persino farsi guidare lungo un percorso tracciato a terra attraverso la modalità guida assistita.
Il progetto. È stato presentato dal team di ricerca e sviluppo dell’Ortopedia Locci di Nuoro, team guidato da Giuseppe Chessa, creatore del prototipo, durante un convegno organizzato dall’Aisla Sardegna. Ciò che è emerso ha fatto sgranare gli occhi anche al luminare Christian Lunetta, neurologo e direttore di quattro Centri Nemo d’Italia, (le strutture d’eccellenza per la ricerca, la cura e la riabilitazione delle malattie neurodegenerative) e pioniere dell’approccio multidisciplinare alla Sla.
Come funziona. Il sistema “Watch & walk” è interamente gestito da un software o meglio una rete neurale artificiale che si interfaccia con l’elettronica delle carrozzine, pilotate grazie al comunicatore oculare semplicemente con lo sguardo. Il dispositivo può essere installato su quasi tutte le sedie a rotelle elettriche e sarà possibile attivare le cinque modalità di guida assistita o autonoma, guida libera, gestione della variazione posturale, cominicatore oculare con sintesi e comandi domotici.
L’idea. È nata circa sette mesi fa dalla felice intuizione di Francesco Locci – tecnico ortopedico e titolare dell’azienda nuorese che ha sviluppato il prototipo – che ha pensato bene di unire le doti informatiche di Giuseppe Chessa al mondo dell’ortopedia. «Un anno e mezzo fa ci siamo conosciuti, lui stava lavorando a un comunicatore celebrale per una signora con una grave disabilità – ha spiegato Franco Locci –. Rimasi affascinato e un giorno andai a trovarlo nel suo laboratorio ad Abbasanta. Lì ho visto che poteva pilotare le cose con gli occhi e gli ho chiesto se potesse fare la stessa cosa con una sedia a rotelle. Ora la risposta è sotto gli occhi di tutti».
Lo sviluppatore. Giuseppe Chessa, classe 1979, originario di Abbasanta è lo sviluppatore dell’ambizioso progetto “Watch & walk”. Grande appassionato di elettronica ed informatica fin da piccolo, è diplomato all’Ipsia di Ghilarza come tecnico elettronico. Nel 2000 ha aperto un’attività di assistenza informatica e sviluppo software. Nel 2003 ha realizzato il primo progetto di intelligenza artificiale, che è stato applicato alla maggior parte dei suoi software. Da luglio, Giuseppe Chessa cura il reparto di ricerca e sviluppo dell’Ortopedia Locci dando vita a nuovi sistemi intelligenti. Entro fine gennaio il brevetto internazionale di “Watch & walk” verrà messo in commercio come dispositivo medico, prescrivibile quindi dall’Asl e dall’Inail e fornita ai pazienti gratuitamente.
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