La comunità difende il senegalese
Ma dopo l’incendio dell’auto in pochi credono al gesto xenofobo
Sta facendo riflettere l’incendio doloso, avvenuto domenica alle 22:20 nella via Piemonte, degli pneumatici della Fiat Panda in uso al senegalese Serigne Konte. E soprattutto le parole del suo datore di lavoro, Antonello Moi, che ha lo stabimento balneare Su Stancu nel lido di Orrì: «Tre azioni distinte compiute nel giro di due ore senza alcun motivo collegabile e tale da giustificarle. Se non quella di un chiaro atto di violenza gratuita. Posso pensare che sia stato fatto a sfondo xenofobo. Dopo tale episodio, è indispensabile che tutti facciano una riflessione. Quanto accaduto offende la morale e lo spirito di tutti noi sardi». Il sindaco Massimo Cannas afferma: «A mio parere si è trattato di un atto vandalico. Chiaramente da condannare con decisione, da parte dell’intera comunità di Tortolì-Arbatax. Ma non credo vi sia una sfondo razziale». Zal Diallo, giovane senegalese da tanti anni a Tortolì afferma: «Io non ho avuto problemi con la gente locale. E atti di razzismo non ne ho subito». Nella parte centrale del viale Monsig nor Virgilio, Antoine Diarra, venditore ambulante, anch’egli senegalese, 50 anni, dice: «Ho visto sulla Nuova di questo fatto successo a un mio connazionale. Io sono qui dal 1999, ovvero 16 anni, mio figlio è nato qui, e brutte cose legate al razzismo non ne ho subite. L’unico grande problema è legato all’assenza di lavoro. E poi dico che chi si trova in una nazione non sua, deve rispettarne le leggi e i costumi». Antoine, conosciuto da tutti, prosegue: «Mio figlio Doudou frequenta la quinta elementare, fa parte del gruppo folk, gioca in una squadra di calcio. Siamo integrati in questa comunità». (l.cu.)
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