La Nuova Sardegna

Nuoro

Sale la protesta degli agricoltori

di Giovanni Melis
Sale la protesta degli agricoltori

Ritardi nei pagamenti degli incentivi. Antonio Gaia presenta un’interrogazione

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SARULE. Protesta nel mondo delle campagne del Nuorese per i ritardi nei pagamenti di incentivi e premi in agricoltura, dei quali è incaricata Agea. Un aiuto fondamentale all’agricoltura e la pastorizia che, per ragioni ancora da capire, non viene inviato ai destinatari, nonostante gli organi istruttori abbiano licenziato positivamente le pratiche. E dopo la presa di posizione delle associazioni di categoria, anche la politica fa un deciso passo avanti per chiedere, a gran voce, provvedimenti urgenti per consentire «la piena funzionalità degli organismi pubblici che devono provvedere ad erogare centinaia di milioni di euro di contributi comunitari all’agricoltura». A farsi promotore dell’iniziativa è Antonio Gaia, consigliere regionale ed ex sindaco di Sarule che assieme ai colleghi del CpS Piefranco Zanchetta e Raimondo Perra hanno proposto una interrogazione alla giunta Pigliaru e all’assessore all’agricoltura. Per i consiglieri appare essenziale «una semplificazione delle procedure e la lotta alla burocrazia che tiene nel pantano il settore agropastorale». Gaia evidenzia come «anche il 2015 si chiude purtroppo con gli agricoltori sardi di fronte ai soliti problemi, causati dall’inefficienza della gestione regionale delle politiche comunitarie di sostegno all’agricoltura. In Italia sono 11 gli organismi pagatori riconosciuti di cui 8 operanti a livello regionale. La Ras non ha ancora provveduto a quanto di dovere». Ciò si tramuta in una gestione inefficiente, secondo i tre consiglieri, «dovuta alla situazione paradossale in cui si trova la Sardegna che, per le pratiche dei contributi Ue, non utilizza direttamente i servizi dell’Agenzia nazionale (Agea), non ha completato la costituzione dell’Agenzia regionale (Argea) e, in pratica, si serve di entrambi gli enti attraverso una convenzione che finora ha prodotto solo risultati negativi: ulteriore allungamento dei tempi e rischio di perdere risorse preziose per l’agricoltura sarda». Quello dell’agricoltura, concludono gli esponenti del Cps, «è il caso emblematico di come pubblica amministrazione, politica e burocrazia possano concretamente danneggiare un settore primario come quello agricolo, avvolgendolo in una spirale perversa che, nello specifico della Sardegna, amplifica gli effetti della crisi economica generale e la grave situazione di molte aziende, indebitate con le banche per circa 800 milioni di euro». Nei prossimi giorni si attende la presa di posizione dell'assessore all'agricoltura. Anche perché il fermento nel mondo delle campagne è evidente.

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