Soddu: «Lavoro e benessere, altro che pil»
Sei mesi alla guida del Comune vissuti intensamente, nei quali è riuscito a restituire alla città il ruolo di capofila del territorio
NUORO. «L’impatto è stato duro, ma me l’aspettavo. Ora è il momento di cambiare passo e programmare il futuro». Andrea Soddu è da sei mesi sindaco di Nuoro. Chiamato alla guida della città da un’eccezionale risultato elettorale, l’avvocato prestato alla politica si è impegnato allo spasimo prima per cercare di capire la macchina amministrativa e poi per farla girare nella giusta direzione. Sei mesi durante i quali ha dovuto fronteggiare una situazione finanziaria più complicata del previsto e poi, da un giorno all’altro, diventare condottiero di un territorio in agonia, prendendo in mano le redini e guidando tutto il Nuorese nella battaglia del riordino degli enti locali. Per il riconoscimento della specificità delle zone interne, della loro importanza.
«Nuoro è la città capoluogo. io sono il suo sindaco e quindi non avevo scelta – ha spiegato Andrea Soddu, per far capire il motivo per il quale è diventato il capopopolo riconosciuto da tutti i sindaci del territorio –. Crediamo molto nell’autonomismo così come lo intendeva Paolo Dettori – ha sottolineato –. Crediamo sia fondamentale uno sviluppo armonico con la valorizzazione delle autonomie locali, altrimenti andremo incontro a un peggioramento della qualità della vita. Questa riforma degli enti locali senza un dibattito partecipato di tutta la Sardegna è un’imposizione che non potremo mai accettare. Così si calpesta l’autonomia della Sardegna, quell’autonomia che, paradossalmente, ci ha finora soltanto danneggiato e che invece ci dovrebbe permettere di gestire in maniera diversa le direttive della Legge Delrio sul riordino. Comunque – ha insistito il sindaco – il Nuorese non può e non farà passi indietro. Confrontiamoci e discutiamo, ma senza imposizioni dall’alto».
In sei mesi, Andrea Soddu ha già acquisito alcuni segreti della politica, forse perché ha cominciato a masticare politica fin da bambino grazie al padre che «a noi figli ha insegnato l’importanza della vita pubblica, anche se lui ha dedicato la sua alla carriera legale, sulle orme dei grandi avvocati nuoresi con i quali ha condiviso la maggior parte della sua vita».
«Mi sono candidato perché mi ero reso conto che la città aveva bisogno di qualcosa di diverso, di un cambiamento – ha sostenuto Andrea Soddu –. Dopo la crisi delle ideologie e le tensioni in Comune, con un gruppo di amici abbiamo fatto un ragionamento e così si è deciso che dovevo fare il passo per il benessere della collettività. La passione per la politica e per l’amministrazione, ma soprattutto la possibilità di fare qualcosa per la mia città ha fatto scattare la molla che ha portato alla mia candidatura. Voglia di fare. E la conferma su questo concetto arriva dalla nostra maggioranza, che non risponde agli schemi politici tradizionali. Lavoriamo su principi puri come lavoro e benessere – ha sottolineato il sindaco –, che sono molto più importanti di economia e pil. Ma per arrivare a questo è imprenscindibile lo studio di chi è passato prima di noi e recepire i contributi da parte di chi ha esperienza. In particolare per quanto riguarda il linguaggio, che la nuova classe politica non ha – ha insistito, proprio nel momento in cui nello studio del Palazzo civico è entrato il capo di gabinetto, Toto Meloni, suo grande sostenitore in campagna elettorale e uomo di enorme esperienza politica e profondo conoscitore della situazione economica del Nuorese –. Se non facessimo tesoro degli insegnamenti che ci arrivano da chi ha gestito la cosa pubblica prima di noi – ha ammiccato il sindaco –, rischieremmo di non raggiungere certi obiettivi. Perché è fondamentale conoscere i meandri della politica, senza però farsi trascinare dalla prevalenza psicologica dell’efficentismo economico, trascurando così il benessere collettivo».
Un argomento delicato, visto che i problemi economici-finanziari sono stati i primi sui quali la giunta Soddu è stata costretta a tuffarsi a capofitto subito dopo la festa per l’elezione. «Oggi siamo più sereni, ma abbiamo attraversato momenti molto difficili – ha sottolineato Andrea Soddu –. Il primo argomento che abbiamo affrontato appena entrati in Comune è stato quello di fare una radiografia di tutte le problematiche seguendo due direzioni precise: il bilancio e la liquidità di cassa e la disorganizzazione amministrativa. Abbiamo abbassato il monte fatture da pagare, che a giugno era di 10 milioni di euro e abbiamo ricontrattato i mutui per fare fronte ai debiti fuori bilancio, che solo per gli espropri superano i 29 milioni di euro. Il nostro obiettivo è restituire alla città un Comune in ordine con i conti – ha concluso Andrea Soddu –. Ora possiamo pensare a programmare il futuro, passando attraverso il bilancio di previsione, il documento unico di programmazione e infine la premialità che ci permetterà di raggiungere gli obiettivi».
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