Unione dei comuni, i sindaci confermano la fiducia a Succu
Gli amministratori dell’ente soddisfatti del suo mandato L’incarico è scaduto il 31 dicembre, ma può essere rinnovato
MACOMER. Nel 2016 i servizi dei comuni del Marghine avranno sempre di più una dimensione territoriale. Con le casse sempre più vuote, per poterli garantire le amministrazioni devono mettersi insieme realizzando economie di gestione fondamentali per il mantenimento dei servizi. L’Unione dei comuni del Marghine nel 2015 ha lavorato su questo fronte con l’obiettivo di mantenere l’esistente, ma anche di migliorarlo. Era questo l’obiettivo che il sindaco di Macomer, Antonio Succu, si era posto alla fine dell’estate 2015 quando accettò la presidenza dell’Unione dei comuni del Marghine. «Tre o quattro mesi per vedere cosa fare insieme – disse allora – e per avviare i progetti più importati, nel frattempo si farà avanti un altro sindaco della zona». Invece non si è fatto avanti nessuno. I sindaci, anzi, hanno chiesto a Succu di non mollare e di continuare. Nel corso dell’ultima riunione dell’assemblea dell’Unione di comuni del Marghine, il sindaco di Macomer ha ricordato ai colleghi sindaci della zona che il suo mandato da presidente scadeva il 31 dicembre, ricordando anche di aver accettato l’incarico per un tempo determinato e con degli obiettivi precisi da conseguire nell’arco di tre o quattro mesi e comunque entro il 2015. «Si è lavorato assiduamente con tutti i sindaci – dice Succu – e tutti insieme abbiamo costituito la centrale unica di committenza, completato l’iter politico per la ricostituzione del corpo di polizia locale, garantito il prosieguo dell’attività del centro diurno disabili per tutto il 2015, con la garanzia di continuità per tutto il 2016 grazie all’integrazione Asl, e abbiamo rimodulato il Plus, il piano locale per l’assistenza e i servizi alla persona. Vi è stato un grande sforzo di proposta progettuale di sviluppo da parte di tutti i comuni del Marghine che porteremmo al confronto con la Regione. Abbiamo seguito il metodo proposto dall’assessore Paci di programmazione dal basso. Contiamo molto sull’accoglimento delle nostre proposte».
Il sindaci del Marghine hanno chiesto a Succu di non mollare ora che è stata messa tanta carne sul fuoco. Gli hanno detto, in poche parole, che il cavallo vincente non si cambia. «I colleghi sindaci – dice Succu – mi chiedono di rimanere al mio posto. Questo mi fa piacere e finché a loro va bene e salute reggerà, si andrà avanti nella speranza di riuscire migliorare le condizioni sociali delle nostre comunità. Stiamo mettendo in campo altri nuovi e innovativi servizi associati, a partire da quelli che riguardano la difesa del suolo. C’è ancora molto da fare, ma un fatto è certo: gli obiettivi importanti si conseguono con l’unità e la sinergia dei comuni. Tutti uniti e mai divisi, solidali e non campanilisti. All’orizzonte si affacciano nuovi problemi. Affronteremo anche questi con impegno e dedizione contando sul supporto e l’impegno di tutti». (t.g.t.)
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