La Nuova Sardegna

Nuoro

Alle Grazie un presepe con i profughi

di Stefania Vatieri

Si può visitare sino al 10 gennaio la raffigurazione della natività ispirata al dramma dei migranti

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. È denuncia, preghiera e speranza, non solo tradizione, il presepe realizzato dai piccoli alunni della scuola materna delle Grazie. È un inno alla pace e alla solidarietà, che prende però forma in un triste e sempre più realistico racconto dei giorni nostri, dove al posto del ruscelletto e della carta stagnola c'è un barcone carico di profughi che ondeggia in mezzo al mare. E dove vicino alla natività e alle pecorelle fanno il loro ingresso povertà, inquinamento e razzismo.

«Quest’anno abbiamo deciso di non allestire il tradizionale e storico presepe della chiesa, bensì di ospitare al suo posto quello costruito dai bimbi della scuola materna – spiega padre Giuseppe Magliani, parroco delle Grazie – Gesù non si è preso paura della povertà e dei “drammi” che ha trovato nel nostro mondo, li ha incontrati e vissuti. Vivere il Natale infatti significa essere testimoni dell’amore di Dio per il mondo d’oggi; da questo concetto è nata l'idea di un presepe che fosse lo specchio della realtà in cui viviamo: là dove la vita umana è in pericolo, là dove la persona non è più sentita come valore da rispettare e amare, là dove la “cultura dello scarto” ci ha resi insensibili verso le persone più povere e disabili o anziane, là dove c’è sfruttamento egoistico della natura, dove c’è guerra e morte, là c’è il volto di Gesù da amare», conclude il sacerdote.

L'originale opera realizzata completamente con materiali riciclati è frutto della preziosa collaborazione tra la scuola e la famiglia. Infatti l'idea rientra nell'ambito del progetto educativo che vede la famiglia dei bambini come parte integrante per la buona riuscita delle proposte pedagogiche, dove alunni, maestre, educatrici e genitori lavorano assieme dedicando tempo, risorse ed energie per la riuscita di un obiettivo comune.

«È il secondo anno che partecipo attivamente alla realizzazione del presepe – racconta Peter Puddu, un papà della scuola –. Sono tante le iniziative che vedono noi genitori protagonisti insieme ai nostri bambini, momenti di condivisione ma sopratutto di serenità e allegria. Come l'anno scorso anche stavolta ognuno ha contribuito alla riuscita dell'opera dedicando parte del proprio tempo, fornendo i materiali necessari o costruendo le varie ambientazioni. A tutto il resto ci hanno pensato i bambini». È possibile visitare il presepe, allestito dentro la chiesa delle Grazie, tutti i giorni fino al 10 gennaio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative