Progetto Uomo: nessuna festa compromessa
La presidente della cooperativa sociale Rosaria Guiso risponde ai lavoratori sul caso tredicesima
NUORO. «Il ricorso al credito bancario non è dipeso dai fatti accaduti all’inizio del mese scorso: l’ammontare degli affidamenti è in linea con i volumi espressi da Progetto Uomo e che gli stessi sono utilizzati per la normale attività». A sottolineare la precisazione è Rosaria Guiso, presidente della cooperativa sociale Progetto Uomo. «Non ci sono tensioni con le banche e la cooperativa non è sull’orlo del fallimento come specificato d’altronde in un articolo apparso sulle pagine del giornale in data 21 dicembre a parziale rettifica di quello del 19» sottolinea ancora Guiso.
«Relativamente all’articolo del 28 dicembre, la presidente e l’intero consiglio di amministrazione – va avanti –, pur condividendo le preoccupazione espresse dai lavoratori sul futuro, non può fare a meno di fare un più ampio ragionamento sociale e politico, sullo stato sociale, sugli investimenti relativi al welfare pubblico e sui servizi rivolti all’handicap, agli anziani, alle persone in difficoltà, condividendo un ragionamento della cooperazione sociale nazionale di cui siamo piena espressione, anche storicamente. La cooperativa sociale Progetto Uomo, nonostante le difficoltà, presentatesi all’inizio di dicembre, vuole puntualizzare che si è lavorato alacremente con l’amministrazione comunale, che ha liquidato diverse fatture, per consentire a tutti i dipendenti di trascorrere serenamente le festività natalizie. È ingeneroso parlare di lavoratori “sull’orlo della disperazione” come sottolineato da chi soffia sul vento del disfattismo. Lo sforzo e l’impegno assunto per il futuro dall’intera giunta, è encomiabile e si ritiene ingiusto recriminare per quattro giorni di ritardo rispetto alla data canonica per il pagamento della tredicesima, soprattutto se ricondotto alla difficile situazione economica che attraversa il nostro territorio, con un numero impressionante di giovani senza lavoro, con importanti industrie locali che hanno chiuso lasciando a case decine di lavoratori, con tante piccole e medie imprese sull’orlo del fallimento».
«Vogliamo quindi stigmatizzare – chiude la presidente Rosaria Guiso – la posizione assunta da alcuni lavoratori (e alcuni sindacati) che parlano di “feste compromesse”, quando, nella nostra città, c’è troppa gente che non ha davvero nulla per e da festeggiare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
