Spazio ai giovani e all’innovazione per uscire dalla crisi
Saiu: «La Sardegna è maglia nera per le start up innovative» Nel Nuorese i dati peggiori. «Il Comune investa sul futuro»
NUORO. Bisogna investire sui giovani e sull’innovazione. Per il consigliere d’opposizione Pierluigi Saiu (“Uniti per Nuoro”) è l’unico modo per uscire dal tunnel della crisi economica che nel Nuorese ha picchiato più duro che in altre zone dell’isola. «In provincia di Nuoro non c’è alcun investimento né sui giovani, né sullìinnovazione tecnologica – spiega– In poche parole non si investe sul futuro. E questo è un dramma perché solo così si può rilanciare l’economia del territorio. Nel Nuorese, a parte qualche coraggiosa iniziativa della Camera di Commercio (che ha inaugurato qualche mese fa un laboratorio per la fabbricazione digitale dotato di stampanti 3D) le istituzioni locali ostentano indifferenza».
Per dare forza alla sua tesi il consigliere snocciola i numeri del disastro: Su 127 start up attive in Sardegna, ossia aziene impegnate nelo sviluppo e nella produzione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico, solo 3 sono quelle attive in provincia di Nuoro. Nel 2014, su 32 sturt up avviate nell’isola, solo una è nata nel Nuorese e nel 2015 nemmeno una».
Pierluigi Saiu confronta poi questi dati con quelli della disoccupazione giovanile nella Sardegna centrale (che sfiora il 50 per cento)e tira le somme. «Sono dati preoccupanti. Da anni assistiamo a un inesorabile fenomenodi desertificazion economica delle nostre aree che la politica non pare in grado di contrastare. Mancano, soprattutto, idee e proposte».
Idee e proposte che potrebbero diventare la base per una strategia di lungo respiro che ridia gambe all’economia dell’isola e speranza ai tanti giovani senza lavoro. «Dietro la strenua difesa dei presidi pubblici, dalla Asl alla Camera di commercio fino agli enti localo si nasconde la mancanza di una vera strategia per il futuro – continua Saiu – Se infatti è vero che la presenza dei servizi pubblici va difesa con determinazione, è altrettanto vero che le buste paga degli uffici, da sole, non bastano. Occorre pensare e investire sul futuro».
Eppure la Regione ha promosso diversi bandi per le start up innovative, «ma qui non hanno avuto successo». «Purtroppo investire qui non conviene. Per questo è necessario creare le condizioni che favoriscano gli investimenti e l’avvio di attività innovative». L’invito di Saiu è rivolto al Comune che «sia con la vecchia che con la nuova amministrazione, non ha investito un solo euro sull’innovazione. Eppure nel resto d’Italia ci sono diversi modelli di start up lab che potrebbero essere replicati anche qui. Si tratta di strumenti di sostegno finanziario e formativo che incentivano la creazione di nuove imprese. Con questi strumenti sarebbe più conveniente avviare una start up». Per Saiu non cè tempo da perdere. «Questo territorio deve iniziare a pensare al suo futuro».
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