La Nuova Sardegna

Nuoro

«Grave perdita culturale ed economica»

di Paolo Maurizio Sechi

Macomer, lettera di Confindustria alla famiglia Barria dopo la chiusura del cineteatro Costantino

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MACOMER. Dopo la definitiva chiusura del cineteatro Costantino il presidente di Confindustria Sardegna Centrale, Roberto Bornioli, ha inviato una lettera personale alla famigli Barria, proprietaria della struttura, esprimendo «il profondo dispiacere dopo aver appreso la notizia della chiusura del “Costantino”, importante istituzione culturale che ha avuto per il nostro territorio un'innegabile valenza storica e culturale che per Macomer è stato qualcosa di più di un luogo di intrattenimento e di svago e per decenni ha rappresentato un luogo irrinunciabile di cultura e formazione».

«Questo – continua Bornioli – grazie soprattutto all'impegno, la tenacia e la passione con cui la vostra famiglia, a partire dai genitori e al fratello Nino, ha gestito e portato avanti anche con grossi sacrifici l'attività. Per la nostra associazione è stato un onore potervi avere tra le nostre imprese associate. “Il Costantino” è uno dei soci storici ed è stato una tra le prime industrie culturali a far parte della nostra organizzazione». Nel settore spettacolo della Confindustria nuorese, infatti, Costantino Barria fu il primo iscritto nel 1954 nel registro delle imprese. «Siamo fermamente convinti conclude Bornioli – che la sua chiusura sarà una grande perdita non soltanto per il Marghine ma per tutta la Sardegna centrale. Una perdita anche economica, convinti come siamo del ruole che le industrie culturali hanno come motore di sviluppo del nostro territorio». Anche il Forum per la rinascita per Macomer intervine sull'argomento: «La città perde un'altra struttura che aveva esaltato il ruolo di riferimento nella diffusione della cultura. Sebbene non ci siano perdite di posti di lavoro diretti la chiusura del Costantino è stata accolta con molto rammarico e delusione dalla nostra comunità che la interpreta giustamente come ulteriore mutilazione di quelle componenti che in passato avevano segnato la nostra storia. A danno compiuto – prosegue la nota – ci si chiede se davvero è stato fatto il possibile per scongiurare la chiusura ,soprattutto da parte dell'amministrazione, informata del problema dalla proprietà con una lettera inviata al sindaco, Provincia e Regione nel luglio 2014. Insieme ad altri gruppi di opposizione abbiamo fatto di tutto per sollecitare giunta e maggioranza ad adottare misure di sostegno all'attività portando l'argomento ripetutamente in consiglio comunale».

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