Tossilo, lavori nell’inceneritore rischio di esuberi tra i dipendenti
Macomer, bilancio in rosso e grande preoccupazione in vista del raddoppio dell’impianto Vertice tra Unione dei Comuni, sindaci della zona, Consorzio Zir e rappresentanti sindacali
MACOMER. L’avvio dei lavori di revamping dell’inceneritore di Tossilo è imminente e cresce la preoccupazione dei lavoratori per gli esuberi che si creeranno nella fase di esecuzione dei lavori, che dureranno circa trenta mesi. Al problema occupazionale si somma quello della Tossilo spa, che nei primi nove mesi dello scorso anno ha registrato perdite per 655 mila euro e chiuderà in rosso il bilancio del 2015 con una perdita stimata attorno agli 800 mila euro. Dei problemi si è fatta carico l’Unione dei Comuni del Marghine, il cui presidente, Antonio Succu, ha convocato un tavolo di lavoro con i sindaci della zona, la Tossilo, il Consorzio Zir, proprietario dell’impianto e azionista di maggioranza della Tossilo, e i sindacati. Per le organizzazioni sindacali hanno partecipato all’incontro Sandro Fronteddu della Cgil, Gianni Loddo della Cisl, Franco Cappai della Uil e Giovanni Balardi della Fiadel. A causare la perdita sono lo stato dell’impianto, vecchio e antieconomico, e alla situazione della discarica di Monte Muradu, ormai satura. Allo stato delle cose la gestione è antieconomica. Non si può forzare la marcia dell’impianto, che ha tutti i parametri delle emissioni sotto i limiti di legge, perché si produrrebbe un eccesso di calore non gestibile. L’assurdo è che, pur essendo in grado di produrre energia elettrica e di venderla, più della metà di quella consumata dalla Tossilo viene acquistata. Anche questo contribuisce in larga misura alle perdite. Investire per migliorare la produttività in questa fase di rinnovo degli impianti sarebbe antieconomico in quanto per recuperare l’investimento e le perdite bisognerebbe portare la tariffa di smaltimento dagli attuali 199 euro a tonnellata a 270 euro più Iva. «Di incrementi tariffari non se ne parla nel modo più assoluto – ha detto il presidente dell’Unione, Antonio Succu, – le comunità sono fin troppo tartassate e non è ammissibile nessun incremento di tariffa. Ci si aspetta una riduzione della Tari non un aumento. Peraltro se si vuole mantenere l'attuale standard di sicurezza sulle emissioni servono investimenti che porterebbero la tariffa fino a 300 euro a tonnellata. È impensabile».
Serve però un’ alternativa in attesa del nuovo impianto, che potrebbe essere quella del pretrattamento con selezione dei rifiuti a Tossilo e conferimento del rifiuto residuo in discarica esterna a questo territorio. «Preferisco che l’attività sia sospesa – ha deto Succu –. Le nostre popolazioni non sono disposte a correre nessun rischio, né ambientale né sanitario».
Poi c’è il problema del personale. Nell’impianto lavorano 38 addetti a tempo indeterminato e una decina con contratto a termine. Quindici sono addetti all’inceneritore. Per il momento la Tossilo non ha avanzato ipotesi di riorganizzazione del lavoro, ma non è da escludere che per un certo numero di dipendenti si debba ricorrere alla cassa integrazione.
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