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Nuoro

Portò la “Primavera” nel carcere di Badu ’e Carros, va via la direttrice

di Pier Luigi Piredda
Portò la “Primavera” nel carcere di Badu ’e Carros, va via la direttrice

Carla Ciavarella lascia l’incarico in città e a Nuchis e torna al Dap a Roma. Idee innovative e iniziative orientate a superare le barriere del penitenziario

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NUORO. Tre anni vissuti intensamente. Tre anni nei quali ha dedicato tutta se stessa al lavoro, senza un attimo di tregua. Correndo dal carcere di Nuoro a quello di Nuchis, in Gallura, a tutte le ore del giorno e della notte. Un impegno totale, senza domenica nè feste. Sempre presente, sempre disponibile. Forse anche troppo, visto che questa sua generosità non è stata apprezzata appieno, anzi è stata spesso osteggiata e contestata duramente con attacchi spesso pretestuosi. Ma lei ha sempre tirato dritto per la sua strada, convinta di agire nel modo migliore per garantire condizioni di vita meno difficili a chi è costretto a stare all’interno di un carcere: detenuti e agenti penitenziari.

La direttrice del carcere di Badu ’e Carros e di quello di Nuchis, Carla Ciavarella, lascia l’incarico di comando e la Sardegna per tornare a Roma, nell’Istituto superiore studi penitenziari da dove era arrivata: il 9 dicembre 2012 a Nuchis e dal 24 maggio 2013 anche a Nuoro. E per stare più vicino all’anziana madre e ai familiari. A Roma attenderà di essere chiamata a ricoprire un altro incarico, forte delle esperienze maturate nella sua brillante carriera in Afghanistan, dove aveva svolto le mansioni di responsabile del progetto di riforma della giustizia per l’agenzia delle Nazioni Unite per la droga e il crimine, in Kosovo, nei Balcani e in Sudafrica dove ha promosso esperienze culturali.

A Badu ’e Carros ancora non è stato nominato un nuovo direttore. Probabilmente, per il momento l’interim dei due penitenziari andrà ai direttori di Sassari, Oristano o Alghero che già hanno da gestire più strutture. Una situazione sempre più difficile, se si pensa che anche il provveditore regionale, Enrico Sbriglia, è reggente a scavalco con il Triveneto. Precarietà che dovrebbero risolversi entro qualche mese, almeno per quanto riguarda il provveditore, con l’arrivo di Maurizio Veneziano, direttore di enorme esperienza che aveva gestito il carcere di San Sebastiano dopo il pestaggio dell’aprile 2000 e che dirige da un decennio il penitenziario palermitano dell’Ucciardone.

Carla Ciavarella torna a casa portandosi dietro un bagaglio di ricordi incredibili, indimenticabili. Forse anche per questo ha preferito staccare il telefono: troppo forte l’emozione, oltre al veto del ministero per rilasciare interviste.

«Sono stata bene, mi sono divertita» ha sempre detto la direttrice che con le sue idee innovatrici ha portato una ventata di freschezza all’interno delle tetre mura del penitenziario. Portando a Nuoro quella “Primavera carceraria” che ha riavvicinato in maniera incredibile il penitenziario di Badu ’e Carros alla città. Con le sue iniziative, con le sue aperture, Carla Ciavarella era riuscita a superare tutte le barriere. Ci voleva grande coraggio a permettere di far uscire dal carcere in permesso come uomo libero un ergastolano come Marcello Dell’Anna sul cui fascicolo è scritto “Fine pena pena mai”. Ma anche il torneo di calcio “Liberi nello sport” con le squadre dei detenuti che si confrontano con quelle formate da giocatori che arrivano dall’esterno. Il giornale “Angolo libero” al quale avevano dato il loro contributo, con un incredibile entusiasmo, tutti i detenuti, anche quelli considerati più duri. La visita della Dinamo basket Campione d’Italia e le decine di autografi firmati dai giocatori ai detenuti felici di poter abbracciare i loro beniamini visti fino a quel momento soltanto in tv.

Carla Ciavarella aveva portato il suo entusiasmo e i suoi modi scanzonati all’interno di una struttura tetra e triste che durante questi anni ha conosciuto nuovamente i sorrisi e, soprattutto, la speranza.

Carla Ciavarella ha salutato tutti, detenuti e agenti, a Nuchis prima e a Badu ’e Carros poi. Quando è tornata nel suo ufficio, è difficile che sia riuscita a trattenere le lacrime. Perché lei della Sardegna si è ormai innamorata e nei due penitenziari si è fatta apprezzare e voler bene.

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