La Nuova Sardegna

Nuoro

Conti in rosso, un primo spiraglio

I vecchi mutui sono stati rinegoziati, ne sono stati accesi di nuovi ma le casse registrano il segno più

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NUORO. I tagli per gli enti locali nella finanza statale hanno rischiato di far chiudere per bancarotta il Comune capoluogo. Il 15 giugno dell’anno passato il sindaco Alessandro Bianchi ha passato al collega entrante Andrea Soddu una nota con esposizione di cassa di oltre 9 milioni di euro. Condizioni da codice rosso e possibile chiamata in soccorso di un commissario “ad acta” per approvare il bilancio, prima di un nuovo sciogliete le righe, di eventuali nuove elezioni e l’arrivo di qualche temerario restauratore, di conti e programmi. Niente di tutto questo è avvenuto.

C’è stato tuttavia un faccia a faccia, senza più i fronzoli elettorali, ma aderente ai fatti da governare. La decisione ultima a Soddu: «La situazione è precaria, ma andiamo avanti e cerchiamo di recuperare». Sulle parole del guidatore la marcia della carovana, della maggioranza civica, che nell’ultima seduta consiliare del 2015, di quei conti ha continuato a parlare. Proprio perché tra le decisioni prese dall’assemblea c’è quel ricorso a un’anticipazione di liquidità di 3 milioni e 40mila euro, per iniziare a pagare le indennità ai titolari espropriati dei propri terreni e gli indennizzi per incidenti automobilistici, sui quali il giudice ha accertato la responsabilità dell’ente municipale. Questioni sulle quali è prevedibile ci si dividerà ancora nell’aula di via Dante.

Piano di risanamento. L’amministrazione Soddu, con l’assessore del Bilancio, Raffaelina Denti, pensano che l’anticipazione dalla Cassa depositi e prestiti appena approvata sia il primo passo di un’azione virtuosa. Argomenti e prove a suffragio, spiegati dall’assessore: «Il prestito è a un tasso bassissimo, appena lo 0,75 per cento, ed è previsto dalla legge dello Stato proprio per dare respiro alle finanze senza pesare sui conti, com’è detto anche in una recente delibera della Corte di Conti. Si potranno iniziare a pagare i debiti fuori bilancio e far fronte a quegli 8 milioni di fatture che ci siamo ritrovati tra capo e collo non appena messo piede in municipio».

Gli altri impegni ormai scaduti che segnano il passaggio all’anno nuovo sono anche le parcelle a un gruppo di avvocati (tra le cause patrocinate quelle degli espropri), ammontanti a un milione di euro, e scesi a 700mila dopo una transazione durante il mandato Bianchi. Negli uffici della giunta il tutto si dà ormai sotto controllo e i conti sarebbero tornanti con il segno “più” nel solo correre di sei mesi. Strano, ma garantito: l’amministrazione ha infatti restituito al tesoriere (il Banco di Sardegna) 10 degli 11 milioni di anticipazione di cassa.

Perdite da capogiro. Oltre al capitale non più in carico del bilancio, anche lo stop alla macchina conta-interessi, che in quel caso ammontavano all’Euribor, più il 3 per cento del capitale. I debiti si pagheranno con quel che rimane dei trasferimento di Stato e Regione e dalle somme a disposizione per altri interventi specifici, ai quali rigirarli quando matura l’esigenza, ancora da altri fondi. Insomma partite di giro su partite di giro (finché la norma lo consente) dentro le quali è stata collocata anche la gestione dei 230 mutui, per un totale di 52 milioni, che tradotto in peso per il bilancio fa 5 milioni all’anno di rata. La via virtuosa in questo caso è stata quella della rinegoziazione, spiega l’assessore Denti: «Ne abbiamo ricontrattato 160 e già da quest’anno possiamo contare su un risparmio di 720mila euro, da utilizzare per altri ambiti e necessità dell’ente». Conti correnti difficili da essere smentiti, per via di quella nota degli uffici competenti che recano in calce ormai cifre con il segno “più”, al posto dei 9 milioni di perdite di giugno. Ma come succede in politica e nella stessa scienza economica, le interpretazioni possono essere più di una. E anche in antitesi, come quella emersa nell’ultima riunione del consiglio, con il fuoco di fila di critiche da Basilio Brodu (Cambiamento Insieme), a Tore Lai (Cinque Stelle), a Peppe Montesu (Nuova Nuoro) e l’ex capogruppo Pdl, Pier Luigi Saiu: «Si aggiustano i conti con altri prestiti, nonostante la gran quantità già attinti dalle precedenti amministrazioni».

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