Enti locali, Roberto Deriu: «Combatto per una Regione meno centralista»
Il consigliere regionale del Pd: «Nella legge sostengo la vocazione culturale del territorio, sto cercando di invertire la tendenza all’accentramento»
NUORO. «Con questa nuova legge sul riordino degli enti locali Nuoro recuperà la centralità, altro che abbandono della Regione». Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito democratico è il relatore delle legge che ogi comincerà il suo percorso nell’aula del Consiglio regionale. Non condivide le critiche che stanno piovendo da ogni parte sulla proposta dell’assessore Erriu, tanto meno quelle che arrivano dal Nuorese. «La vocazione del territoro di Nuoro è la cultura e la Regione l’ha recepita – ha spiegato Deriu –. Da semplice finanziatrice, diventa protagonista sostituendosi alla Provincia per quanto riguarda il museo Man, la Biblioteca Satta e l’Università. È scritto chiaramente nell’articolo 40 dedicato alle Funzioni, al comma 5 che recita: “La Regione, alla data di effettivo trasferimento dei beni e delle risorse (da effettuarsi ai sensi dei commi 1 e 2 dell'articolo 71 della presente legge), senza nuovi o maggiori oneri, subentra in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo alla Provincia di Nuoro in qualità di fondatore promotore della Fondazione per la promozione degli studi universitari e della ricerca scientifica nella Sardegna centrale”.
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Credo che dica tutto, altro che disinteresse – ha aggiunto il consigliere regionale –. Mi sono battuto per conquistare questa presenza della Regione a sostegno delle strategie culturali di Nuoro, ora non vorrei che si perdesse tutto per le solite questioni di bottega. Nuoro deve essere il punto centrale di un servizio universitario territoriale che dovrà coinvolgere Olbia e Oristano. Ma per fare questo serve un centro di coordinamento. A chi dovrà affidare i soldi la Regione? Occorre un soggettio di riferimento preciso è questo non può che essere la Fondazione, che è stata regolarmente registrata ma che la nuova Giunta Soddu ha disconosciuto rimettendo in sella il Consorzio. Senza un preciso soggetto di riferimento – ha insistito Deriu – la Regione potrebbe ripensarci e fare marcia indietro: vogliamo questo? Non credo che sia il caso di perdere un’occasione simile, peraltro normata da una legge, solo perchè non si riesce a trovare un accordo».
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Il consigliere regionale del Pd non vuole attaccare frontalmente il sindaco di Nuoro, ma il riferimento alla scelte fatte finora dalla giunta guidata da Andrea Soddu sono fin troppo chiare. «Questa è una legge che vuole andare incontro ai territori e la Regione viene a Nuoro per la cultura – ha insistito Deriu –. Dobbiamo salvare un tesoro. Ci sono delle marce indietro da fare, ma sono necessarie. Non si possono buttare i finanziamenti arrivati per l’ex Mulino e per l’ex Artiglieria solo perchè si è deciso in campagna elettorale di fare altro, senza però conoscere le cose e, soprattutto, senza sapere a che punto fosse l’iter delle due pratiche che, guarda caso, è arrivato a compimento proprio qualche giorno fa. E allora? Mi sto battendo per salvare il Nuorese, il territorio ha messo a disposizione i suoi strumenti per assecondare la vocazione per la cultura, ma senza un soggetto di riferimento cade tutto. La Fondazione universitaria è stata già riconosciuta, troviamo una soluzione. L’unica certezza è che l’Università la vogliamo tutti, ma se continua la diatriba tra Fondazione e Consorzio rischiamo grosso».
Poi, per quanto riguarda la critiche alla Legge per le troppe dimenticanze e l’isolamento delle zone interne, il consigliere regionale ha una spiegazione: «Chi contesta sbaglia, perché questa sul riordino degli enti locali non è una legge di sviluppo ma di assetto. Un particolare fondamentale che sta sfuggendo a molti. L’importante è che la Regione sia presente nel Nuorese – ha concluso Roberto Deriu – e lo sarà diventando attore protagonista nell’Università, nella Biblioteca Satta e nel Museo Man». (plp)
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