La Nuova Sardegna

Nuoro

Cassa integrazione in ritardo, è polemica a Ottana Polimeri

di Federico Sedda

Preoccupazione tra i lavoratori della fabbrica ferma da mesi Nel mese di dicembre hanno ricevuto soltanto seicento euro

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OTTANA. A dicembre hanno ricevuto 600 euro: i soldi residui del primo anno di cassa integrazione che l’azienda ha puntualmente anticipato fino al 9 novembre 2015. Il resto dello stipendio sarebbe dovuto arrivare dai fondi del secondo ciclo di cassa integrazione, stavolta straordinaria, che la Regione si era impegnata ad anticipare attraverso la convenzione con l’Inps e la Sfirs. Il tutto perché l’azienda aveva comunicato di non poter più anticipare l’indennità mensile per ragioni finanziarie. Invece, a dicembre, dopo i 600 euro non è arrivato altro. Dei soldi dovuti per la cig straordinaria neppure l’ombra.

Così, per cercare di avere un’entrata economica in grado di coprire almeno le spese necessarie, molti di loro si sono visti costretti a chiedere all’azienda l’anticipo di una quota del Tfr, i soldi accantonati per il trattamento di fine rapporto di lavoro. Un escamotage che allevia la sofferenza, ma non elimina i timori. Accade ai lavoratori di Ottana Polimeri per i quali la cassa integrazione straordinaria richiesta dall’azienda per il prossimo biennio non è stata ancora firmata dal ministero.

Così, in mancanza del decreto autorizzativo del ministro che li dichiari cassintegrati a tutti gli effetti, ai lavoratori non può essere erogata l’indennità mensile direttamente dall’Inps con fondi dello Stato. Un’eventualità, questa, già prevista, visti i tempi lunghi e farraginosi della burocrazia italiana. Al punto che, per evitare di lasciare i cassintegrati senza copertura economica, la Regione si era impegnata ad anticipare, attraverso una convenzione con la stessa Inps e con fondi della finanziaria regionale, l’indennità mensile per i primi quattro mesi di cassa integrazione scattata il 10 novembre 2015. Una sorta di clausola di salvaguardia per attutire i contraccolpi dei ritardi burocratici e per tutelare i lavoratori in caso di eventuali e sempre possibili lungaggini nella procedura di firma della cassa integrazione straordinaria da parte del ministero del Lavoro.

Ad ulteriore tutela dei lavoratori è stato anche stabilito che, qualora l’iter burocratico dovesse protrarsi oltre i quattro mesi, l’indennità del quinto mese sarà pagata dall’azienda. Il tutto sottoscritto il 29 ottobre 2015 al tavolo dell’assessorato regionale al Lavoro nel verbale di accordo tra azienda e parti sociali con il quale è stata concordata la richiesta al ministero di attivare la cig straordinaria per i prossimi due anni. Per l’esattezza dal 10 novembre 2015 al 9 novembre 2017. La procedura, che, forse, visti i tempi lunghi, andava attivata prima, è ancora in itinere. Nel frattempo, tra i lavoratori cresce l’apprensione. Anche perché la paura è quella di rimanere senza indennità di cassa integrazione fino alla firma del decreto ministeriale. Che potrebbe arrivare anche oltre i primi quattro mesi garantiti dalla Regione per ora solo sulla carta. Con l’incognita, sempre in agguato, che il ministero, prima del nulla osta, chieda altra documentazione sul piano di ristrutturazione dell’azienda alla cui fattibilità è legato il via libera alla cassa integrazione straordinaria. Ma qui il rebus della ripresa produttiva di Ottana Polimeri si intreccia con la politica di governo e Regione. E questa è un’altra storia.

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