Tossilo, la riconversione a ostacoli
Succu: «Ci vogliono almeno 30 mesi per la realizzazione del nuovo impianto. Dove finiranno i rifiuti?»
MACOMER. Dopo la costituzione del tavolo di lavoro che affronterà i problemi dell’inceneritore legati all’indebitamento della società di gestione e alla fase di realizzazione del nuovo impianto, è stato chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Francesco Pigliaru. I sindaci del Marghine, i sindacati dei lavoratori dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Macomer, gli amministratori della Tossilo e i rappresentanti del Consorzio industriale, proprietario del sistema di smaltimento dei rifiuti costituito dall’inceneritore e dalla discarica di Monte Muradu (quasi piena) ritengono che la Regione debba dare risposta alle problematiche complesse create dai debiti della Tossilo e dalla fase di realizzazione del nuovo impianto che, salvo imprevisti, dovrebbe iniziare tra cinque o sei mesi. Si tratta di problemi che il territorio non può affrontare da solo, considerando anche che i lavori di realizzazione del nuovo impianto dureranno non meno di 30 mesi e che in quest’arco di tempo si porrà il problema di smaltire i rifiuti del bacino di conferimento e di garantire il sostentamento economico ai lavoratori che in questa fase risulteranno in esubero. «Sui questo fronte – dice il presidente dell’Unione dei comuni del Marghine e sindaco di Macomer, Antonio Succu, – il territorio ha dato tanto e merita perciò attenzione. Chiederemo alla Regione di fare la sua parte, anche per quanto concerne la tariffa unica e il suo calmieramento per i comuni virtuosi nella fase di transizione, ma risulta evidente che solo il governo regionale potrà colmare il divario delle tariffe e procedere all’aggiornamento del piano regionale rifiuti». Succu si sofferma poi sulla situazione economica della Tossilo. La società smaltisce i rifiuti dei 52 comuni della provincia di Nuoro. Tratta anche quelli dei comuni dell’Ogliastra, che però conferiscono altrove la frazione umida. La Tossilo è una società per azioni della quale il Consorzio industriale commissariato, quindi la Regione, detiene il 99% del pacchetto. La società nei primi nove mesi del 2015 ha accumulato perdite per 655 mila euro, con una previsione di perdita a fine esercizio che dovrebbe superare gli 800 mila euro. «La causa principale del disavanzo – spiega Succu – è causata dalla vetustà dell’impianto e dalla situazione della discarica di Monte Muradu, prossima alla saturazione. Le due linee, pur in marcia regolare, non sono in grado, secondo i tecnici, di smaltire i rifiuti conferiti. Per questa ragione la quantità dei rifiuti trattati nel 2015 non dovrebbe essere andata oltre le 25 mila tonnellate, delle 37,5 mila necessarie per l’equilibrio della tariffa attuale di 199 euro più Iva. Questo comporta un minor ricavo. Peraltro non è assolutamente ipotizzabile che una parte dei rifiuti venga smaltita in discarica, come avvenuto in passato. Questo per due motivi. Il primo è che i sovvalli e il secco, tutti ad alto potere calorifico, non possono essere abbancati in discarica. Il secondo è che la discarica di servizio di Monte Muradu risulta oramai esaurita e non può accoglierne altri». (t.g.t.)
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