Se ne cominciò a parlare nel lontano 1920
Del parco del Gennargentu si parla da un secolo. Le prime proposte negli anni ’20, dentro le idee per risollevare le sorti di una terra in preda alla povertà e all’analfabetismo, resa più precaria...
Del parco del Gennargentu si parla da un secolo. Le prime proposte negli anni ’20, dentro le idee per risollevare le sorti di una terra in preda alla povertà e all’analfabetismo, resa più precaria dalle perdite di giovani vite durante la grande guerra. Quant’anni più tardi la proposta entra tra le pagine del piano di Rinascita, il programma principe di sviluppo dell’isola nel secondo dopoguerra. Il progetto è redatto dall’èquipe di tecnici della Generalpiani, di Roma. Dentro 15 paesi e 30 mila ettari, dal Supramonte alle scogliere di Dorgali e Baunei. In Barbagia e Ogliastra i “no” sono più forti e temibili dei consensi, tanto che tutto va a carte quarantotto. Si temono i vincoli, le ingerenze esterne, e i limiti nella disponibilità delle campagne. «Prima gli uomini poi i mufloni», è uno tra gli slogan scanditi nelle assemblee infuocate di Orgosolo e Baunei. Nel 1991 il governo riprova a fare un’offerta, attraverso la legge “394”, con l’inserimento del Gennargentu in un gruppo di parchi, dal nord al sud della penisola. La Barbagia replica il suo “no”. (f.p.)
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