La Nuova Sardegna

Nuoro

macomer

Nuovo allarme per i cani randagi

di Tore Cossu

Nelle campagne continuano gli assalti notturni a pecore e capre

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MACOMER. Dopo un periodo di relativa tranquillità è nuovamente allarme sul fronte del randagismo nelle campagne. Negli ultimi giorni un branco di cani ha ripreso a colpire negli ovili e nelle aziende agro pastorali aggredendo le greggi di pecore che i proprietari lasciano al libero pascolo. Colpiscono soprattutto di notte. L’indomani la scena è sempre la stessa: pecore ammazzate, molte ferite dai morsi, altre spaventate che si allontanano dai pascoli. Stessa sorte è toccata in diverse circostanze anche agli agnelli e alle capre. Gli ultimi assalti sono di questi giorni. Le aggressioni sono avvenute sui monti del Marghine (in modo particolare fra Lei, Silanus e Bortigali) nelle località di Su Crabione e Lettu Camposu. Il branco di cani randagi e inselvatichiti agisce nelle ore notturne, quando le campagne sono poco controllate. Il fenomeno suscita forte preoccupazione perché non si riesce a contenerlo e i danni subiti dalle aziende sono ingenti. Negli ultimi anni i cani hanno ucciso almeno duecento pecore. Vani tutti gli appelli lanciati dagli allevatori alle autorità competenti perché intervengano con delle soluzioni. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale di Silanus ha convocato un incontro con i veterinari della Asl e le forze dell’ordine per cercare di venire a capo del problema, ma non è cambiato nulla. Gli allevatori sono esasperati e minacciano di intervenire con pericolose soluzioni fai da te. «Non possiamo più continuare di questo passo – dicono –, o chi ha la competenza interviene in maniera efficace, oppure troviamo noi la soluzione al problema».

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