“Il cugino comunista” che si batte per la dignità
NUORO. “Non omnis moriar”, non tutto morirà (di noi). Nel suo messaggio di saluto Graziano Mereu ha citato Orazio, alla presentazione de “Il cugino comunista – Viaggio al termine della vita” scritto...
NUORO. “Non omnis moriar”, non tutto morirà (di noi). Nel suo messaggio di saluto Graziano Mereu ha citato Orazio, alla presentazione de “Il cugino comunista – Viaggio al termine della vita” scritto da Walter Piludu, militante e funzionario del Partito Comunista, afflitto dalla Sla contro la quale sta combattendo una lotta più ardua delle tante affrontate negli anni della militanza politica. Incontro promosso dalla Fondazione Berlinguer, presieduto da Francesco Berria con gli interventi dell’ex deputato Tore Cherchi, del consigliere regionale Daniela Forma, dell’assessore alla Sanità Luigi Arru, del sindaco di Nuoro Andrea Soddu, dell’ex presidente della Provincia Tonino Orrù. Due ore di dibattito dove le considerazioni sugli anni di importanti battaglie politiche sono state integrate e a tratti sovrastate da una prospettiva di analisi sui grandi, universali temi in materia di bioetica. «Walter ci racconta delle lotte per i diritti della persona –ha detto Berria-; anche quella che sta conducendo ora è per una legge che normi una dignitosa fine della vita».Per Tore Cherchi «l’intento di Piludu è di innescare un dibattito sulla libertà di scelta nel momento in cui la vita non ha più valore di dignità, aprire una porta che ognuno di noi sarà libero di varcare oppure no. Non un mero dibattito accademico ma una vera e propria battaglia politica». Per Daniela Forma colpisce la sua «formazione, che caratterizzava le scuole di partito: ciò che manca agli amministratori di oggi».
«Quando sei di fronte a un paziente capace di intendere e di volere, lo scontro tra scienza e etica è grande, il dubbio è forte – ha detto Luigi Arru – per questo oggi sono qui come medico, per riaffermare valori fondanti che rischiano di venire coperti dall’annoso dibattito sui costi». Per Andrea Soddu «dibattere su valori così fondanti, intangibili, è momento di grande formazione e mi onoro di candidare Nuoro a sede del dibattito sulla bioetica».
Tonino Orrù ha ripercorso gli anni di una generazione protagonista di grandi riforme. «Avevamo un’idea di politica concreta – ha detto – per noi il progresso era mettere in comunicazione le persone, i territori; strade, edilizia scolastica, grandi battaglie come l’attuazione della legge Basaglia». Per Elena Zidda, primario di rianimazione al S. Francesco «i cittadini sono molto più avanti delle istituzioni e i partiti devono farsi carico di promuovere maggiormente il dibattito su questi temi». Ttoccante infine il ritratto di Piludu da parte di Anna Ticca, primario di Neurologia del S. Francesco. «Lo ricordo a un congresso sulla Sla mentre suonava il pianoforte – ha detto – e di lui mi rimane l’immagine di un vero “cives”, amante delle regole, un uomo che pone davanti alle sue scelte non il bene personale, ma quello pubblico».
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