«Rescisso il contratto con l’impresa, si rischia una nuova incompiuta»
NUORO. Il Museo delle identità (o il campus universitario, come vorrebbe l’attuale giunta) rischia di diventare un’incompiuta. Ad affermarlo è il consigliere regionale Luigi Crisponi, autore di un’in...
NUORO. Il Museo delle identità (o il campus universitario, come vorrebbe l’attuale giunta) rischia di diventare un’incompiuta. Ad affermarlo è il consigliere regionale Luigi Crisponi, autore di un’interrogazione urgente alla giunta Pigliaru. «In queste settimane – dice Crisponi – il Servizio Beni culturali e sistema museale dell’Assessorato della Pubblica Istruzione avrebbe comunicato all’RTI Paolo Beltrami Spa l’avvio della risoluzione contrattuale per “gravi inadempienze». Il raggruppamento temporaneo di imprese Paolo Beltrami S.p.A. è appaltatore della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di recupero funzionale relativi al primo e al secondo stralcio funzionale, che dovrebbero trasformare l'Ex Mulino Guiso Gallisai in Museo e laboratori dell'Identità secondo quanto previsto dal Piano di razionalizzazione e sviluppo sul Sistema Regionale dei Musei. «Alla data attuale detto progetto esecutivo non è stato ancora approvato – prosegue Crisponi – e le inesorabili leve della burocrazia potrebbero defenestrare l'appaltatore, azzerando il timer di avvio lavori, con un nuovo bando di gara che inevitabilmente farà slittare i tempi di recupero del manufatto. Il bello è che – prosegue Luigi Crisponi rivolto all'assessore alla Pubblica Istruzione Claudia Firino – sono trascorsi ben dieci anni e cinque mesi dalla prima deliberazione della Giunta regionale datata luglio 2005. Questi due lustri sono in pratica trascorsi all’interno “dell’apparato regionale” dove le complicazioni burocratiche, terrore di cittadini, professionisti ed imprese sono all’ordine del giorno, con la produzione di una vera e propria giungla di adempimenti che ostacolano irrimediabilmente anche le azioni di indirizzo politico».
Nel caso dell'ex Mulino, sottolinea Crisponi, il rallentamento di questa importante iniziativa, grava quale costo occulto sulle spalle oltre che di imprese e lavoratori sull’intera collettività. Che rischia di dover rinunciare alla realizzazione di un progetto ambizioso e di sicuro rilievo non solo per la Città di Nuoro, ma per l'intero territorio. «In definitiva, visto Il tenore dello scambio epistolare fra l’Amministrazione regionale e l’Appaltatore potrebbe seriamente concretizzarsi una non amichevole rescissione contrattuale, con un pressoché certo slittamento dell’avvio dei lavori. Trasferendo l’inevitabile contenzioso nelle aule del Tribunale, favorendo l'inserimento del quasi Ex Museo dell'Identità nella funesta classifica delle incompiute nuoresi», è l’amara conclusione di Crisponi.
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