Riflettori puntati sui Mamuthones e sugli Issohadores
Mamoiada rinnova gli antichi riti attorno ai falò L’atteso appuntamento coinvolge l’intera comunità
MAMOIADA. È come se il mito di Prometeo rivivesse, anno dopo anno, immutato. Identico. Tra le braci degli imponenti fuochi mamoiadini danzano le maschere dei Mamuthones e degli Issohadores. Il triduo consacrato a Sant’Antoni de su ohu rappresenta una ricorrenza sentita e partecipata, accompagnata dal riscontro e della presenza di numerosi visitatori.
Quello celebrato dai falò è un momento di passaggio. Momento, che acquisisce molteplici e variegati significati, rielaborando il racconto mitologico greco del dono del fuoco all’uomo, rubato dagli dei. Si celebra, d’altro canto, lo scandire del tempo e l’alternarsi delle stagioni. Fondamentale e necessario in un contesto agropastorale. Accompagnato, non a caso, dalle danze propiziatorie, dai movimenti ritmici e coordinati delle tipiche figure carnevalesche, durante la loro prima uscita annuale, prevista per domenica, a partire dalle 15. Una liturgia quest’ultima, che acquista un sapore benaugurale. Il brindisi cadenzato ad un anno ricco e fertile, ad un raccolto soddisfacente e abbondante. Si alza il sipario, in questo modo, sul periodo dell’anno certamente più goliardico e animato, vissuto da questa comunità. Una comunità fiera e orgogliosa delle proprie origini, profondamente e indissolubilmente legata alle proprie radici e al suo passato, carico di suggestioni e simboli, millenario e inestimabile. (ma.s.)
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