Tutti i tentativi per riaprirlo sono stati vani
Per l’albergo ex Esit dell’Ortobene ancora uno stop all’iniziativa di ristrutturarlo, sempre e comunque con destinazione turistica. La volta precedente dell’ipotesi di un rilancio è stata quella del...
Per l’albergo ex Esit dell’Ortobene ancora uno stop all’iniziativa di ristrutturarlo, sempre e comunque con destinazione turistica. La volta precedente dell’ipotesi di un rilancio è stata quella del 2007, quando la Regione l’ha messo all’asta per la cifra di un milione e 650mila euro. Nessuno ha ritenuto l’occasione invitante, anche «per la farraginosità del bando» ha denunciato qualche tempo Gianfranco Seddone, direttore dall’Apan, l’associazione delle piccole e medie aziende, intervenuto sempre con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito locale la questione del monte del Redentore. Lo stesso esito infelice ha avuto la proposta di una cordata di imprenditori nuoresi, pronti a rilevarlo. In quel caso a bloccare tutto sarebbe stato il silenzio della Regione, proprietaria dello stabile. Il tempo felice dell’albergo è lontano ormai mezzo secolo. Costruito negli anni ’50 ha funzionato per quattro lustri, con un’offerta di qualità e una clientela internazionale. Con la sua chiusura il lento abbandono della località, anche per il distacco manifestato dai proprietari delle 250 abitazioni sparse tra il bosco della cima. Qualche titolare delle villette è tornato a farsi vivo nelle ultime stagioni, richiamato dall’organizzazione di alcuni spettacoli e mostre (a opera del comitato “Monte Ortobene Ultima Spiaggia”) e la celebrazione domenicale della messa. La ripartenza è affidata soprattutto alle opportunità del nuovo piano urbanistico, per dare la possibilità alle strutture ricettive di creare posti letto e servizi che oggi mancano. La riapertura dell’albergo continua a costituire l’anello forte della catena. (f.p.)
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