La Nuova Sardegna

Nuoro

I testimoni in aula: «Cabua si è salvato per pochi centimetri»

di Valeria Gianoglio
I testimoni in aula: «Cabua si è salvato per pochi centimetri»

Tentato omicidio di Lula, al processo parlano i medici e il Ris Il primario Orunesu: «Un pallettone vicino alla giugulare»

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NUORO. «I colpi di arma da fuoco sono arrivati da dietro, mentre si accingeva a dare il fieno ai cavalli. Ho riscontrato tre ferite, al collo, sull’ascella, e nella regione lombare, dove hanno trapassato fegato e rene», ha affermato il medico legale, Vindice Mingioni.

«Il pallettone che ho estratto dalla regione latero-cervicale destra – ha aggiunto, poco dopo, il primario di Neurochirurgia dell’ospedale San Francesco, Giuseppe Orunesu – non ha lesionato il midolo spinale, la carotide e la giugulare, ma era vicino quindi avrebbe potuto causare lesioni non compatibili con la vita».

Il 4 giugno del 2014, mentre distribuiva il fieno ai suoi cavalli, Giovanni Cabua aveva davvero rischiato la vita. Stando a quanto hanno raccontato ieri alcuni testi al processo per quel tentato omicidio, infatti, pochi centimetri più in là e i pallettoni avrebbero causato la morte dell’allevatore. Lo hanno spiegato in modo chiaro, attraverso le loro testimonianze, il maresciallo del Ris di Cagliari, Gianluca Suriano, il medico legale Vindice Mingioni, e il neurochirurgo che aveva operato Cabua, Giuseppe Orunesu. «Cabua era stato attinto dai pallettoni in diversi punti che ne avrebbero potuto causare la morte – ha esordito il maresciallo Suriano – l’arma utilizzata per esplodere i colpi era sicuramente un fucile calibro 12, o comunque un’arma da caccia. I colpi sono stati esplosi da venti-25 metri di distanza. Sul posto, nelle campagne di Lula, sono stati repertati cinque pallettoni: quattro sono stati estratti da Cabua, e uno era all’interno della cavalla. In base al numero dei pallettoni possiamo dire che c’è stata almeno una fucilata».

L’avvocato Francesco Lai, che difende l’imputato e presunto sparatore, Michele Marras, attraverso le sue domande, ha insistito sul numero delle fucilate. «Erano una o due?» ha chiesto ai testi. «Le distanze dei colpi – ha risposto il medico legale, Mingioni – sono coerenti con una fucilata sola, a nostro avviso». «Può essere stata una sola fucilata – ha confermato anche l’esperto del Ris, Suriano – perché in genere quelle cartucce sono caricate a nove pallettoni. Ne abbiamo recuperato cinque, ma gli altri quattro potrebbero sicuramente essere andati dispersi». Dopo la loro deposizione, il tribunale collegiale presieduto dal giudice Giorgio Cannas, ha deciso di fissare la prossima udienza a metà febbraio. In quella occasione verranno sentiti altri testimoni della lista del pubblico ministero. Cabua si è costituito parte civile ed è assistito dagli avvocati Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro.

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