Oggi lo sciopero di Eni e Saipem
I sindacati ritengono che all’Intermare ci saranno poche adesioni
ARBATAX. Per quest’oggi, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno proclamato lo sciopero generale di otto ore in tutti i siti e gli stabilimenti italiani di Eni e Saipem. I sindacati in una nota congiunta precisano che sono più di 40mila i lavoratori interessati. «Ad Arbatax, all’Intermare fabrication yard (Saipem) – fa rilevare Antonio Olianas, responsabile settore Industria della Cgil Ogliastra – per vari motivi riteniamo che le adesioni saranno poche». Secondo i segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani, «dopo la parziale cessione delle quote azionarie di Saipem, il Gruppo Eni si appresta a cambiare pelle per divenire un gruppo che opera esclusivamente all'estero, concentrando investimenti e attività solo in ricerca ed estrazione di gas e petrolio, operando di fatto come broker oil, perdendo di fatto quelle caratteristiche di azienda di “sistema” che ha garantito e garantisce l'insieme del ciclo produttivo, dall'estrazione al consumo: inaccettabile». E proseguono: «Per Eni cedere la raffinazione significa in larga parte perderla; rinunciare alla chimica verde significa precludere futuro all'Italia; abbandonare alcune attività di Saipem o mettere in discussione la presenza nel segmento retail della Direzione Gas & Power vuol dire svilire opportunità per le nostre aree, soprattutto quelle più depresse del Mezzogiorno, e determinare gravi problemi occupazionali». Ma il principale «pomo della discordia» è la dismissione della chimica con i suoi stabilimenti di Versalis a Porto Marghera, Mantova, Ravenna, Brindisi, Priolo, Ragusa, Porto Torres, Ferrara e Centro ricerche. (lcu.)
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