Torpè, sconcerto in paese dopo l’attentato
Solidarietà e attestati di stima nei confronti del sindaco del paese Omar Cabras
Ancora sconcerto a Torpè per l’attentato, due giorni fa, contro il padre del sindaco del paese, Omar Cabras. Un grosso petardo è stato fatto esplodere durante la notte tra lunedì e martedì vicino al portone di casa dell’uomo, per fortuna senza conseguenze.
Ieri sia i cittadini sia i colleghi amministratori hanno fatto sentire la loro vicinanza al primo cittadino. Che non riesce a spiegarsi il motivo dell’intimidazione che, assicura, «non è legata alla mia attività amministrativa». «La giunta che guido è in carica da così tempo che francamente non abbiamo avuto neanche il tempo materiale per sbagliare – ha detto Omar Cabras – Il confronto in consiglio è sereno e rispettoso con tutte le forze politiche per cui mi sento di escludere qualsiasi legame con questo episodio».
L’intimidazione al padre del sindaco è avvenuta a distanza di una settimana da un altro attentato contro un cugino dello stesso sindaco, lo stimato oncologo Antonello Cabras. In quell’occasione il pacco-bomba, abbandonato davanti alla casa degli anziani genitori dell’oncologo, non era esploso perché conteneva pochi grammi di gelatina in pessimo stato. Ma la paura è stata tanta. Anche perché il medico era già stato preso di mira dagli attentatori. La notte del 24 aprile 2014 la sua auto, parcheggiata davanti alla casa, era stata distrutta da un incendio di chiara origine dolosa. Un fatto che aveva destato sdegno e stupore in paese anche perché il medico, 53 anni, oncologo all’istituto tumori di Milano, è molto stimato in paese.
La scia di attentati e intimidazioni contro la famiglia Cabras sembra comunque non volersi fermare. Ora sugli episodi stanno indagando i carabinieri che dovranno capire se ci siano dei collegamenti tra i diversi attentati.
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