Una piazza per don Migliorisi
Sabato prossimo la cerimonia con l’apposizione della targa
SINISCOLA. Sarà intitolata a don Francesco Migliorisi, l’ex cappellano del carcere di Mamone scomparso, la nuova piazza realizzata nel centro di Siniscola. La giunta municipale sei mesi fa aveva deciso di ricordare l’illustre concittadino assegnando a suo nome lo slargo nei pressi di via Roma. Sabato, alle 11, si svolgerà la cerimonia con l’apposizione della targa con il nome di don Migliorisi che aveva stravinto il sondaggio proposto proprio dalla Nuova Sardegna. A favore del “cappellano buono”, come viene ricordato a Siniscola don Migliorisi, votarono 351 suoi compaesani mentre 235 preferenze andarono all’ex sindaco e maestro elementare Bovore Mogno. L’amministrazione comunale, dopo aver scoperto nelle scorse settimane un busto in ricordo del senatore Oggiano, prosegue nell’idea di ricordare gli altri illustri personaggi siniscolesi. Migliorisi, dopo aver trascorso ben 23 anni nella colonia penale di Mamone, si è impegnato per far superare gli esami di ammissione alla polizia penitenziaria a centinaia di persone di tutta la Baronia in un contesto temporale caratterizzato dalla massiccia emigrazione verso l’estero. Ormai in pensione, era tornato a vivere a Siniscola dove era nato nel 1928 e la sua casa era meta continua di visite, diventato padre spirituale di tantissimi parrocchiani, aveva sempre una parola di conforto per tutti. Nella sua vita ottenne i riconoscimenti di cavaliere, ufficiale della Repubblica e, nel 1991, fu nominato commendatore. Ordinato sacerdote nel 1955 aveva svolto la sua opera a Bitti, Budoni, Dorgali e Galtellì prima di essere trasferito a Mamone dove ha trascorso quasi cinque lustri nel ruolo di cappellano. Un’ attività che lo ha portato a farsi apprezzare dagli operatori e detenuti della struttura penitenziaria tanto che era conosciuto con l’appellativo di “cappellano buono”. Era riuscito anche ad aprire nel carcere i corsi per il diploma di scuola media e una scuola materna dove potevano frequentare i figli delle trentacinque famiglie che rappresentavano l’organico della polizia penitenziaria. Don Francesco Migliorisi è morto nel mese di gennaio del 2007 stroncato da un infarto.
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