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Nuoro

Nuorese-Rieti si gioca a porte chiuse, lo stadio non è sicuro

di Stefania Vatieri
Nuorese-Rieti si gioca a porte chiuse, lo stadio non è sicuro

La commissione di vigilanza ha negato la proroga al Comune Il presidente Artedino: «Basta, mi arrendo, lascio la squadra»

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NUORO. Nuorese-Rieti domenica si gioca a porte chiuse. Nuoro sportiva deve arrendersi ai dik tat imposti dalle leggi sulla sicurezza. La Commissione provinciale di vigilanza riunitasi ieri mattina in Prefettura, su proposta della questura, ha negato la deroga per l’apertura al pubblico della tribuna dello stadio “Frogheri”. Un fulmine a ciel sereno, una doccia fredda per gli amministratori che ieri mattina hanno partecipato alla riunione e hanno cercato in tutte le maniere di convincere i componenti della Commissione che c’era stato un malinteso sulla consegna di una relazione relativa ai lavori in corso nello stadio da alcuni mesi. Ma non c’è stato niente da fare, il funzionario della questura è stato irremovibile nella sua richiesta di chiusura al pubblico dello stadio, sostenendo che non ci sono assolutamente i minimi requisiti di sicurezza. Inutili le repliche del vicesindaco Sebastian Cocco e dell’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Belloi, che hanno sottolineato il fatto che se l’agibilità del campo era stata concessa fino all’ultima partita, poteva essere concessa una deroga almeno per questa domenica, in attesa della relazione mancante che sarebbe stata comunque presentata nei primi giorni della prossima settimana.

«Basta, io mi arrendo – ha detto il presidente della Nuorese, Michele Artedino, non appena è stato messo al corrente della situazione –. Non ce la faccio più. Ho investito tanti soldi sulla squadra, ho anche acquistato per due volte le reti necessarie per permettere l’accesso dei tifosi ospiti. Quella di domenica è una partita importante per la Nuorese e proprio per questo la società puntava su un incasso di un certo rilievo. Avevamo anche previsto una promozione riservata ai nuoresi – ha concluso Artedino amareggiato –, il mio sogno era quello di vedere domenica la tribuna piena e invece lo stadio dovrà restare vuoto. Basta. Lascio tutto. Amo la Nuorese, ho fatto di tutto per portarla in alto, ma ora non mi è rimasto altro da fare che mollare tutto e andare via». (plp)

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