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Nuoro

Posada in crescita, adesso sfiora i tremila abitanti

di Sergio Secci
Posada in crescita, adesso sfiora i tremila abitanti

Dai dati del censimento le nascite superano i morti In aumento anche il numero dei residenti: sette in più

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POSADA. Mancavano 36 abitanti per raggiungere i tremila. Al 31 dicembre, infatti, il centro baroniese ha registrato 2964 residenti (1510 maschi e 1447 donne) con un saldo nascite-morti di + 2 (nell’anno appena passato le 27 nascite hanno superato i 25 decessi). I dati elaborati dall’ufficio anagrafe del Comune, danno come leggermente positivo anche il saldo partenze -arrivi con 66 persone giunte a risiedere a Posada da altri comuni e dall’estero e 61 trasferimenti.

Dal primo gennaio al 31 dicembre, ci sono quindi sette residenti in più. Un leggero aumento anche se, rispetto al 2011, i dati parlano di una decrescita visto che in quell’anno, Posada aveva raggiunto e superato quota tremila abitanti (esattamente 3018 residenti). Le famiglie, sono complessivamente 1481 di cui 118 con almeno uno straniero e ben 97 con il capo famiglia di altra nazionalità. Per quanto riguarda i residenti stranieri sono 219: a farla da padrone sono sempre i marocchini che contano 111 presenza (60 uomini e 51 donne); a seguire i romeni (37) e i tedeschi (36). Presenti anche 6 cinesi, 5 polacchi, 4 tunisini e dei paesi bassi e 3 albanesi. Pochissimi i matrimoni religiosi, nel 2015, se ne sono contati solo 4 (più 2 non residenti che hanno scelto le chiese del paese per celebrare le nozze).

Il nonnino del paese è ziu Toreddu Lutzu quasi giunto alla soglia dei cento anni mentre tra le professioni, a dominare sono casalinghe e pensionati. In calo imprenditori e operai. iLa crisi si fa sentire anche a Posada quindi tenuto conto che sino a qualche anno fa, il paese faceva registrare il tasso più elevato di incremento demografico in percentuale della provincia di Nuoro.

La profonda crisi che attraversa il paese e la difficoltà di trovare posti di lavoro anche nei centri della costa, hanno sicuramente influito sul rallentamento delle nuove residenze. Da qualche anno si è anche quasi bloccato il settore edile che aveva trainato l’economia locale. La crisi del mattone, blocca infatti la realizzazione di nuovi appartamenti con tantissimi impresari che aspettano di vendere prima di impegnarsi a costruire nuove abitazioni.

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