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LODÈ

Su pennetu, vince Roberto Contu

di Luciano Piras
Su pennetu, vince Roberto Contu

La sfida al falò di Sant’Antonio finisce con una cena comunitaria

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Alla fine ha vinto lui: Roberto Contu, studente, 18 anni da compiere il prossimo giugno. «È stata una bellissima esperienza, che ti rimane impressa» commenta mentre è già alle prese con l’organizzazione della cena comunitaria che riunirà il paese intero, sabato 30 gennaio, in sa peazedda. Piazza Sant’Antonio, non a caso. È Roberto Contu, infatti, chi nd’at achirratu su pennetu, ossia: che ha conquistato il falò di Sant’Antonio abate, che ha vinto la grande sfida alle fiamme e a sa pompìa, il tronco d’albero alto, quest’anno, sui ventuno metri, e attorno al quale erano sistemate le frasche da bruciare subito dopo i vespri e i tre giri canonici dei fedeli con il simulacro del Santo eremita portato in spalle.

Una sfida ardua di per sé, quella al falò, stavolta resa ancora più dura del solito visto che al caldo e al fumo rilasciati dal fuoco c’erano da aggiungere il freddo gelido della giornata e la neve battente che imperversava in piazza. Un paradosso che ha reso davvero unica la festa di quest’anno, davanti a una folla ammutolita oltre che intirizzita. Roberto Contu, tuttavia, non si è perso d’animo (e di fiato). Agile e scattante, ce l’ha messa tutta, risalendo più in alto possibile, nonostante la patina di ghiaccio che rendeva viscida e infida sa pompìa. Così alla fine è riuscito a conquistare il titolo del 2016, in una piazzetta gremita di lodeini e non solo, regalando un altro trofeo alla sua compagnia, sa cumpantzia de s’Istaffa (già vincitrice lo scorso anno con Matteo Carta), una trentina di ragazzi uniti dall’amicizia e da una tradizione tanto antica quanto sentita e partecipata. Particolarmente partecipata anche via Facebook, attraverso la pagina Lodinos de Lodè, la comunità social di riferimento soprattutto dei numerosissimi emigrati lodeini sparsi nel mondo. Roberto Contu, che ha raccolto i meritati applausi e complimenti, dal vivo come pure dal network di Zuckerberg, ha ora anche l’onere di organizzare la cena comunitaria, come la migliore usanza del paese vuole, con tutte le offerte ex voto al Santo, porcetti, vino, pane, soldi.

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