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Morta di overdose: davanti ai giudici l’amica della vittima

NUORO. Nuova udienza del processo a carico di Gliuliano Serra, un giovane nuorese, difeso dall’avvocato Cinzia Tuveri, accusato di aver causato la morte di un’altra persona come conseguenza di altro...

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NUORO. Nuova udienza del processo a carico di Gliuliano Serra, un giovane nuorese, difeso dall’avvocato Cinzia Tuveri, accusato di aver causato la morte di un’altra persona come conseguenza di altro reato. Il 3 aprile del 2011 una ragazza di Orgosolo, Giada Castangia, era morta di overdose: un micidiale mix di metadone e pasticche che non le avevano lasciato scampo. Ieri davanti al tribunale in seduta collegiale, sono stati sentiti i carabinieri della stazione di Nuoro che, avvisati dal 118, si erano recati nell’abitazione della donna. Lì avevano sequestrato siringhe e involucri di pastiglie. In aula anche un’amica della vittima, Alessandra Fadda che divideva con lei l’appartamento. Ha sottolineato che la giovane soffriva di attacchi d’ansia e non assumeva mai il metadone perché la faceva stare male. Si era accorta che l’amica era morta solo intorno alle 14. «Giada dormiva sempre fino a tardi, perciò non mi sono preoccupata. Era coricata sul divano della sala; c’erano anche Serra (l’imputato) e il padrone di casa, Ignazio Murru. Giada – ha raccontato l’amica– aveva la coperta che le copriva tutta la faccia. Solo ad un certo punto mi sono accorta che le gambe erano rigide. La sera prima era rimasta in giro e non so cosa sia successo». (k.s.)

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