La Nuova Sardegna

Nuoro

Peste suina, guerra della Regione al pascolo brado

di Mattia Sanna
Peste suina, guerra della Regione al pascolo brado

Orgosolo, gli abbattimenti proseguiranno nei prossimi giorni Incentivi per chi vorrà legalizzare la propria situazione

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ORGOSOLO. Nessuna marcia indietro sugli abbattimenti, la Regione tira dritto. «È solo l’inizio» viene fatto sapere. Si continuerà, dunque, nelle prossime settimane con la cattura e l’uccisione dei suini al pascolo brado. Programmi e date, ovviamente, saranno tenuti nel più stretto riserbo, mentre la task force, istituita in Regione, avrà modo di organizzarsi nella più assoluta riservatezza, realizzando progressivamente il depopolamento dei suini bradi. Dall’assessorato alla Sanità, d’altra parte, ribadiscono che la pratica dell’allevamento non stanziale, per quanto appartenga alla cultura tradizionale di alcune zone della Sardegna, configura un vero e proprio reato, andando a violare un preciso divieto.

La volontà della Regione appare decisa e determinata. «La lotta alla peste suina, una piaga che afflige da quasi quarant’anni la nostra isola e limita gravemente la nostra zootecnia, merita certamente più attenzione e certamente una corretta informazione» sottolinea il responsabile dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della peste suina in Sardegna.

Gli animali non regolarmente detenuti verranno eliminati. Non ci si può fermare, bisogna dare risposte al Governo centrale e all’Europa. Visto che finora tutte le strategie messe in campo in Sardegna non hanno prodotto i risultati attesi, non si vuole fare cilecca anche stavolta, convinti che l’opinione dominante veda di buon occhio queste decisioni. Dagli uffici regionali di Cagliari evidenziano come vi siano risorse importanti, finalizzate al benessere animale, che dovrebbero rappresentare un incentivo a favore di chi decide di “legalizzare” la propria situazione, denunciando le mandrie e facendole controllare. Intanto lo stesso responsabile dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della peste suina precisa che nell’intervento a Montes di Orgosolo dell’altro ieri non è stata utilizzata alcuna sostanza pericolosa e inquinante «nello svolgimento del compito assegnato», contrariamente a quanto poteva sembrare dalla lettura della cronaca riportata sul giornale di ieri. «Nell’infossamento degli animali abbattuti, secondo le regole prescritte, viene utilizzata della semplice calce idrata» chiude il responsabile dell’Unità di Progetto.

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